“Bonus donne disoccupate”: vediamo di capirci di più

donna_lavoroDonne di ogni età che non lavorate regolarmente da almeno sei mesi e che avete residenza nelle aree più svantaggiate della Penisola: l’INPS prevede per voi un bonus!

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza su come ottenerlo.

Avevamo già sentito parlare di un incentivo per le donne disoccupate ancora con la legge Fornero. Nel 2014 lo stesso bonus è stato palleggiato fra gli enti responsabili: sospeso dall’INPS – Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, è stato poi ripristinato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Quello che conta è che l’incentivo sia ancora valido. Di cosa si tratta dunque nel concreto?

Il bonus prevede dei contributi economici per le aziende (nello specifico, uno sconto del 50% sui contributi dovuti sugli stipendi) che assumono delle lavoratrici che rientrano negli unici due criteri stabiliti dalla normativa: non aver lavorato regolarmente da almeno sei mesi e avere residenza nelle regioni che beneficiano dell’ammissibilità ai finanziamenti nell’ambito dei fondi strutturali dell’Unione Europea. Per una volta, l’età non conta.

Ma in sostanza, in quali regioni devono risiedere le donne per beneficiare di tale bonus?

In Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Basilicata, mentre per le altri regioni basta fare riferimento alla tabella dei comuni stabilita dal Decreto del 27 marzo 2008 del Ministero dello Sviluppo Economico.Per il territorio padovano, ne possono usufruire le residenti nei comuni di Casale di Scodosia, Merlara, Montagnana e Urbana. Per la vicina provincia di Venezia, i comuni di Cavarzere, Chioggia e Cona.

In particolare, il contributo previsto per le aziende vale per un periodo pari a 12 mesi se si assume una donna con contratto a tempo determinato, e può arrivare fino a 18 mesi per le assunzioni a tempo indeterminato o per la trasformazione del contratto da tempo determinato a tempo indeterminato.

Per poter fruire dell’incentivo, e quindi essere agevolate nel reinserimento nel mondo del lavoro, le dirette interessate -  in questo caso le donne disoccupate – possono solo comunicare l’agevolazione prevista alle aziende, magari specificandolo nell’invio delle proprie candidature.

Sono infatti i datori di lavoro interessati che, per poter fruire dell’incentivo, devono inoltrare un’apposita comunicazione all’Inps. La procedura è unicamente telematica, e ciò presuppone una buona dose di pazienza nell’orientarsi nel groviglio di pagine del sito dell’Inps. Il consiglio riportato da vari siti è di affidarsi ad un esperto commercialista o di rivolgersi di persona agli sportelli informativi dell’ente.

Photo: https://www.flickr.com/photos/liquene

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