Cucinare senza sprechi di Andrea Segrè

CUCINARE SENZA SPRECHI. CONTRO LO SPRECO ALIMENTARE: AZIONI E RICETTE di ANDREA SEGRE’
RICETTARIO A CURA DI LORENZA PLITERI
Ed. Ponte alle Grazie

cucinare senza sprechiBucce di patata, insalata appassita, gambi di spinaci, latte cagliato, teste di pesce… questo elenco di ingredienti – che potrebbe continuare a lungo suona un po’ come una pozione magica, e in un certo senso lo è, per due ragioni. La prima: perché gli scarti di cucina possono trasformarsi in squisitezze, basta conoscere la formula, cioè le tante, buonissime e sorprendenti ricette di questo libro. La seconda: perché usandoli non solo ci trattiamo meglio, ma trattiamo meglio il mondo. Come ci spiega con competenza e dovizia di argomenti Andrea Segrè, ridurre gli sprechi in cucina, a tavola e prima ancora facendo la spesa, è un atteggiamento vantaggioso e insieme responsabile, un modo per guardare al cibo come risultato e parte di un processo globale che coinvolge il suolo, l’acqua, le risorse energetiche e quelle umane, e rispettarlo come si faceva nelle cucine dei nostri nonni. Dove i torsoli di pera e il pane raffermo, i noccioli di prugna e gli ossi della carne erano ingredienti a pieno titolo, e non andavano sprecati.

Sono molti i libri che negli ultimi anni mi hanno cambiato la vita e posso senz’altro dire che questo rientra nella categoria. Mi ha dato occhi nuovi (la miopia è rimasta ahimè!) per vedere cose vecchie, vale a dire che ho visto in maniera diversa cose che prima consideravo scarti e che ora comincio a utilizzare da soli o per fare altro. Sono consigli per evitare gli sprechi e ricette per salvare dalla spazzatura alimenti o parte di essi che solitamente non mangiamo.

Uno studio della FAO del 2011 dice che un terzo del cibo prodotto nel mondo per il consumo umano viene perduto o sprecato. In Italia lo spreco si attesta sui 149 kg pro capite all’anno. In media spendiamo per la spesa oltre 6000 euro l’anno, ma lo spreco ce ne costa 1600: il 27% circa del totale acquistato è sprecato. Non cito altri numeri, ma pensate quante tonnellate in totale di cibo sprecato, quanti milioni di persone si potrebbero sfamare, quante risorse (suolo, acqua, energia, lavoro) sprecate, oltre ai soldi impegnati per lo smaltimento.

Non andare a fare la spesa con lo stomaco vuoto; verificare il prezzo al chilo o al litro; leggere bene le scadenze (consumare entro è diverso da preferibilmente entro, e infatti le seconde si possono mangiare tranquillamente, anche se mi capita di mangiare cose scadute che sono perfettamente consumabili); ridurre il peso degli imballaggi e comperare sfuso (siamo noi a dover evitare l’imballaggio, il peso lordo); accorciare la filiera, a volte lunga, costosa e inquinante, preferendo prodotti locali così da favorire anche il territorio in cui viviamo; sostenere l’agricoltura biologica che è più sostenibile (gioco di parole): questi sono alcuni dei consigli per evitare gli sprechi a cui si aggiungono anche quelli del carrello della spesa virtuale del WWF.
Ma anche non fare del frigo il cimitero dei cibi che compriamo: conservare correttamente gli alimenti e porre a vista quelli più vecchi è sicuramente utile.
In cucina ad esempio utilizzare la pentola a pressione per le cotture lunghe, usare il forno per cucinare più pietanze (io addirittura uso una pentola per cucinare più cose una di seguito all’altra senza lavarla), bere l’acqua del rubinetto e se sapesse di cloro basta lasciarla evaporare in una bottiglia di vetro per mezz’ora, aggiungere una goccia di limone o di aceto di mele e raffreddare in frigorifero.
Quando si va al ristorante e si avanza troppo cibo (in alcuni le porzioni sono esagerate, meno e di qualità è meglio!) non vergognarsi a chiedere di poterlo portare via.

Anche le amministrazioni comunali e più su dovrebbero fare la loro parte, come obbligare le vendite scontate di prodotti vicini alla scadenza (alcuni supermercati hanno cominciato finalmente a farlo!) o la donazione addirittura, prevedere due scadenze, una di vendita e l’altra di consumo, fare rete tra tutti i soggetti coinvolti (dal produttore, ai consumatori, alle associazioni e mense) per evitare gli sprechi. Inoltre che adottino lo “Spreco Zero”.

scarti di finocchio

La mia pasta con scarti di finocchio

Tornando a noi, quali sono gli scarti che possiamo salvare dalla spazzatura e come possiamo usarli? Viene in nostro aiuto Lorenza Pliteri con consigli e ricette che io ho già messo in pratica con ampia soddisfazione. Insomma una serie di suggerimenti che mi hanno fatto ridurre abbondantemente la spazzatura e di conseguenza risparmiare sulla spesa perchè con le stesse quantità mangio di più. Praticamente risparmio quei 1600 euro dell’italiana media che prima buttavo inconsapevolmente!

Tra i consigli quello di acquistare alimenti biologici e di stagione perchè lo scarto è minore e si conserva meglio, poi di lavare per intero verdura e frutta perchè anche quello che di solito viene scartato (gambo, foglie, buccia, semi..) è commestibile.
Questa parte del libro è divisa in sezioni (verdure, frutta, carne, pesce, latte, formaggi e uova, pane e biscotti, liquori) in modo che per ognuno è indicato cosa non scartare e come utilizzarlo, anche al di fuori della cucina. Ad esempio sapete che con gli scarti si può preparare un ottimo dado vegetale (l’ho fatto la settimana scorsa!)? che le foglie delle carote contengono più vitamine delle carote stesse e sono buonissime? che con gli steli profumatissimi del pomodoro si può aromatizzare l’olio? che con le bucce di banana particolarmente scure si lucidano le scarpe? che la birra è un ottimo concime per le piante? che con le bustine di tè si può fare un pediluvio?

Non ho alcun dubbio.. avete già voglia di leggerlo!

Tra i riferimenti bibliografici una serie di libri che vanno ad aggiungersi alla mia lista dei prossimi da leggere.

Ora vi saluto, corro a leggere qualche altro interessante titolo!

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *