Tieniti l’elemosina e dacci quello che ci spetta, caro presidente Renzi

Tiziana Rinaldi, “Lei abbraccia il mondo”

C’è la crisi, ormai da anni, facciamo fatica ad arrivare a fine mese, siamo disoccupate, le aziende chiudono, alcuni si tolgono la vita e cosa hanno fatto? Ci hanno dato Matteo Renzi che elargisce 80 euro a tutte!
Come donna mi sento in balia di contraddizioni e non riesco a capire se sono io che la faccio facile o loro che la fanno difficile. Lunedì abbiamo avuto un’insolita riunione di redazione. Si è parlato di figli e degli 80 euro di Renzi alle mamme che ci hanno fatto più o meno dire così.

Dicono che siamo un paese di vecchie, che le pensioni sono a rischio, ma hanno mai pensato che non c’è alcun tipo di agevolazione, di incentivo per chi mette al mondo un figlio in questo periodo così difficile? Hanno istituito incentivi per cambiare macchine (e non abbiamo abbastanza chiappe da mettere su tutte), per le bici elettriche, per ristrutturare casa e non c’è un cavolo di aiuto per le famiglie che abbassano l’età media in questo paese! È assurdo che siano stati capaci finora di “partorire” solo il Bonus Bebè: praticamente una goccia in mezzo al deserto di cui non si sa ancora niente di preciso. Dovrebbero dire: benvenuto bebè, visto che un giorno sarai forza lavoro, pagherai le tasse e la pensione dei tuoi genitori, ti do tot mila euro per le necessità dei primi anni, avrai l’asilo nido assicurato e pagato, avrai i libri delle scuole dell’obbligo pagati, avrai alcune centinaia di euro l’anno per fare sport e mantenerti sano fino a che studierai. Come minimo. Questi poveri cristi di genitori non sarebbero più sollevati? Se non fosse così difficile (per la scarsità di posti) e costoso lasciare i bebè al nido quante mamme preferirebbero tornare a lavorare, contribuire ad un mondo migliore per i bebè?

Quanti nonni, già vecchi, potrebbero godersi la meritata pensione invece che stare ogni giorno dietro ai nipoti, spesso più di uno, magari troppo vivaci, troppo esigenti in fatto di “facciamo questo, facciamo quello, andiamo fuori, in bici, al parco”… ma riposarsi mai?? I nipoti sono la gioia dei nonni, ma spesso è troppo faticoso averli alle calcagna per 8 ore al giorno 5 giorni su 7! Sempre se non sei costretta a lavorare in un centro commerciale aperto 7 su 7! A volte vedo passeggini spinti a fatica da anziani curvi e lenti. Perché ormai si diventa genitori che non si è più giovani, figurarsi i nonni! Per dire, mia mamma è ancora giovane ovviamente :) , ma c’è stata una volta che l’ho chiamata dopo cena ed era già a letto. Mamma cosa c’è? “Sono stanca, quel bambino non sta mai fermo, bisogna sempre seguirlo” ha risposto con la voce spossata. Anche per questo mia sorella ha deciso di iscriverlo al nido appena possibile, seppure fossimo tutti un po’ contrari “poverino, è così piccolo, gne gne” salvo poi ammettere che è stata la scelta migliore. Lui non vede l’ora di andare dai “bibbi”, i bimbi, e i nonni sono più rilassati.

E quante donne sarebbero sollevate anche dal lavoro di cura non retribuito verso genitori, suoceri o parenti vari, e col loro stipendio potrebbero permettersi una figura professionale che accudisca queste persone dando così lavoro ad altri? È un ingranaggio a più ruote, grandi e piccole, ma se ne blocchi o rallenti una si inceppa tutto o non funziona correttamente.

Le donne sono una grande risorsa e forza, ma se le lasci a casa perché non sai creare un welfare degno di loro ti stai segando le gambe da solo o, se la capisci meglio, stai segnando un autogol. Fai autogol anche quando non metti a disposizione delle donne strumenti, facilitazioni, formazione per creare la loro impresa a dispetto di tutti quelli che non le vogliono assumere per enne motivi.
Le donne, secondo Woment, una ricerca condotta a livello europeo, hanno paura del rischio, trovano difficoltà di accesso al credito e a conciliare vita privata e lavorativa, sentono la necessità di acquisire competenze di finanza aziendale, capacità di redigere un business plan, capacità di marketing e negoziazione e competenze tecnologiche.
È necessario quindi sostenerle per superare questo stato di difficoltà che molto spesso, dopo anni che non ti senti considerata, può essere dovuto a senso di inadeguatezza o scarsa autostima.
Credo potrebbe essere una buona spinta partecipare ai vari incontri e corsi proposti anche dalla Camera di Commercio, come anche l’Open Day Donna proposto il 1° ottobre, ma non basta.

In Veneto le imprese femminili sono circa 14mila, solo il 9% del totale. Sarà mica perché siamo tutte sciocche o incapaci. Pazienza l’uomo che, come si sa, ha più o meno solo l’unica preoccupazione di lavorare, quindi si dedica alla sua azienda come e quanto bisogna, se non di più. Ma la donna… alla donna spetta anche tutto il resto! 
Una donna, prima di impiantare un’azienda, si deve fare due conti perché non è come dire prendo le zucchine o non le prendo, e se le prendo, e al limite le butto, ho perso 1 euro, pace. No, investire in un’impresa è un impegno, non solo fisico, ma anche economico e in questi tempi non si ha tanto il coraggio di rischiare.

E poi non sarà anche che le professioniste o comunque le lavoratrici in proprio non sono tutelate in caso di gravidanza? Che succede se apro la mia attività e poi decido anche di avere un bebè? So di amiche che non hanno avuto nessun aiuto economico, si sono dovute arrangiare per trovare la sostituta per l’attività, pagandole lo stipendio, e privandosi del proprio perché, se solitamente basta per te, non è che poi raddoppia, e allora cosa fai? Chiudi serranda tot mesi rischiando di perdere i clienti? No… tiri la cinghia. Senza dimenticare ovviamente le tasse. E sperando di non essere la sola a lavorare in famiglia, sempre se la famiglia ce l’hai.

Ma questo casino come si sistema? Che si mettano seriamente a pensare a come svecchiare il paese. A come far lavorare tutti, donne e uomini. A come dare a tutti la possibilità di realizzarsi professionalmente, di decidere quando diventare genitori, di contribuire a migliorare il mondo, di essere felici.

Se ho ridotto tutto a una cosa troppo semplice da fare, perdonatemi, è che in fondo sono un’inguaribile positiva e credo che “volere è potere”.

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