Comunità = uguaglianza

FOTO http://blog.uidu.org/

FOTO http://blog.uidu.org/

Sarò sincera come al solito. Non avevo mai sentito parlare di Michael Sandel, prima di ricevere una delle newsletter a cui sono iscritta. Il titolo dell’evento, “I limiti morali del mercato”, ripreso da quello del suo ultimo libro “Quello che i soldi non possono comprare. I limiti morali del mercato”, mi ha spinto però a prenotare un posto per sentire cosa ha da dire a riguardo.

Mi pare oltremodo strano che sia un uomo a parlare di questo argomento poiché credo siano maggiormente le donne ad avere un’alta considerazione della morale. Gli uomini, non chiedetemi perchè, hanno meno remore a far determinate cose quando il vantaggio è loro. Certo non voglio far di un’erba un fascio, dico quello che mi sembra. Chissà perchè, mi sembra eh, che di venditori maschi sia pieno ovunque, mentre le donne faticano ad affermarsi. Secondo me è perchè noi donne appunto abbiamo una morale che ci dice “Come puoi vendere questa fetecchia a questa poveretta che non ha manco i soldi per campare?”. Nulla toglie che ci siano pure delle venditrici abilissime, ma la maggior parte di noi tende a scartare lavori di questo tipo. Che poi, insomma, tu proponi il tuo prodotto e se dall’altra parte fanno di tutto per acquistarlo meglio per te. Ma…punto.

Mi piace vedere che il pubblico è vario: donne, uomini, giovani, matur*, eleganti, casual, impettit*, sciatt*, silenzios*, caciaron*. Chissà se qualcun* si è preoccupato come me quando il prof. Sandel ha avvertito che non avrebbe tenuto una lectio magistralis, ma avrebbe posto delle domande aspettando relativa risposta da noi! Mi pento di essermi seduta tra le prime file, ma forse sono abbastanza laterale da passare inosservata. Se non basta cercherò di scivolare sulla sedia e nascondermi.. anche se si sa che a scuola queste strategie servivano ad essere chiamate immediatamente.
Comunque, questo è il metodo che usa nelle sue seguitissime lezioni all’Università di Harvard: domande-bomba lanciate agli allievi.

Tornando al suo libro, qual è il ruolo che il denaro assume nel mercato e nella società? Pare un ruolo determinante, dal momento che sono rimaste poche le cose che il denaro, ancora, non compra.
Esempio. Una volta nei parchi divertimenti tutti indistintamente erano tenuti a fare la coda per le attrazioni, ora invece si può pagare di più e scavalcare gli altri.
Domanda. Siete d’accordo?
Risposte. Discordanti. C’è chi dice che è giusto, se può pagare che salti la coda, chi dice che dovrebbero avere la priorità determinate categorie di persone (anziani, bambini, famiglie con bambini) e chi invece dice che tutti stanno in fila.

Esempio. Anche nel carcere di Santa Barbara – dove ha rischiato di finire Michael Jackson - il denaro conta. I carcerati che vogliono una cella migliore possono pagare 90$ a notte, potendoselo permettere ovviamente. Il carcere evidentemente non è uguale per tutti e perchè si dice allora che la legge lo è?
Domanda. Alla luce degli esempi precedenti, le regole sono uguali per tutti?
Risposte. In questo caso si, in quello no, ma, se, però… Ecco, ci ha messo in crisi. Diciamo che forse c’è una distinzione da fare: i diritti, come la salute, devono essere uguali per tutti, ma i servizi, come i divertimenti, non è necessario che lo siano. Insomma la discussione si fa ampia.

Cambiamo argomento.
Domanda. Qual è lo scopo delle banche? 
Risposte. Contrastanti. Dispensare utili ai soci o dare soldi a chi ne ha bisogno?

Michael Sandel

Michael Sandel

E ancora.
Domanda. Dovremmo preoccuparci di essere diventati una società di mercato?
Risposte. Poco chiare. Sandel dice che dovremmo, preoccuparci. Perchè aumenta il gap tra ricchi e poveri, perchè il governo governa sempre di più la nostra vita. In una società di mercato la disuguaglianza non conta più e diminuiscono, si erodono, corrodono i valori. L’uguaglianza sta nel fare tutti le code, nell’essere uguali: così si è una comunità.
Quindi, quando si è una comunità siamo tutti uguali, io=te=lui=lei ecc. Se non siamo una comunità, allora significa che ognuno pensa per se e non c’è morale dentro di noi.

Domanda. In India dilagano le madri surrogato, la legge lo permette e ci sono strutture che ospitano le donne portanti per la durata della gravidanza. Può il denaro comprare l’utero di una donna?
Risposte. Accese. C’è chi dice che la donna è LIBERA di “affittare” il proprio utero, di fare di questo un lavoro, di guadagnare di più rispetto a quello che permettono altri lavori. E c’è chi invece informa che non è una scelta, che una donna è COSTRETTA a farlo per necessità, quando non ha di che vivere, quando vuole assicurare un futuro migliore ai suoi figli, che non c’è consenso informato, che è degradante. C’è chi si chiede chi siano e che senso materno/paterno abbiano le persone che comprano un utero. C’è anche un giovane che si dice senza giudizio. Per alzata di mano, i più vieterebbero questa pratica. Sinceramente non l’ho alzata, più che altro perchè non credo che vietarla sia la soluzione. La soluzione è dare dignità a queste donne e fare in modo che non siano costrette a vendere il proprio utero per un futuro migliore. Che si traduce in politiche che aiutino le famiglie, le donne, che creino lavoro.
Qual è la comunità che consente l’esistenza delle madri surrogato? Non lo è, non è una comunità perchè ci sono troppe disuguaglianze che lo permettono. Se invece si abbattessero le disuguaglianze, ci sarebbero meno scelte imposte. Se la madre indiana non fosse così povera rispetto a chi vuole affittare il suo utero, non sarebbe costretta ad affittarlo. Ecco, appunto, quello che penso io.
Mi viene in mente un passo del romanzo “La città della gioia”, ambientato a Calcutta, che ho recensito qualche anno fa scrivendo “Ipotecare il proprio corpo chiedendo un anticipo per poter dare una dote alla figlia e poterla così sposare prima di morire. Oppure decidere, di nascosto, di vendere il bimbo che si ha in grembo, ancor prima che nasca, per poter dare da mangiare agli altri figli.. per essere lasciata morire dopo l’intervento, fatto in condizioni assurde, perchè queste persone non sono interessate a te, ma al feto.”

Domanda. Cosa abbiamo imparato oggi?
Risponde. Abbiamo imparato due cose: economia e democrazia.
Economia – I mercati non sono neutri dal punto di vista dei valori morali, diverso infatti è parlare di vendita di una TV o di servizi della sanità ecc.
Democrazia – Quando non c’è accordo sulle tematiche, lasciare da parte il disaccordo non va bene, bisogna discutere, dibattere. Non è semplice, ma ci aiuta il rispetto reciproco, ascoltare, cercare di capire. L’arte dell’ascolto è un’arte democratica. Non dobbiamo essere tutti d’accordo, ma sicuramente miglioriamo noi e miglioriamo la democrazia.

E’ proprio quello che è successo oggi. Messi sul piatto alcuni temi, le persone che via via hanno preso la parola hanno esposto la propria opinione e rispettato quella degli altri. Si è ascoltato, discusso, cercato di capire i motivi dell’uno e dell’altra. Abbiamo provato ad essere una comunità.
E’ stato bello, istruttivo. Ecco perchè tanti studenti affollano le sue lezioni: è stimolante, arguto, attento e fa parte della nostra comunità. L’ho capito perchè ad ogni persona che è intervenuta ha chiesto il nome e non l’ha dimenticato fino alla fine. Complimenti prof. Sandel. Leggerò sicuramente il suo libro.

 

One thought on “Comunità = uguaglianza

  1. Ho letto l’articolo molto interessante ma che non affronta il problema femminile in modo adeguato. per cui ho pensato di inviare questa informazione che affronta il problema in un ottica tutta rivolta alla donna.
    “Finalmente è stato pubblicato il romanzo-manifesto, IL POTERE PERFETTO: IL MATRIARCATO, in cui si afferma la donna essere il soggetto rivoluzionario assoluto.
    Esso quindi, è rivolto a tutte le donne e a tutti gli uomini nella purezza adamitica amanti della Giustizia. Tuttavia, bisogna tener conto che le donne a differenza degli uomini, presentano una notevole complessità sociale, all’interno della quale permangono comportamenti che favoriscono il sostegno e il mantenimento del sistema Patriarcale. Possiamo allora a grandi linee individuare quattro influenti gruppi: le religiose, le ignave, le conformiste e le femministe.
    Per le religiose prima di essere libere, bisognerà aspettare di tagliare la mano pesante dei fanatici ministri del culto di ogni religione, per averle rinchiuse in una gabbia d’oro in attesa del paradiso perduto per sempre.
    Le ignave, di riprendere il cammino dopo essersi stancate di veder scorrere i cadaveri sotto le finestre con impassibile sofferenza.
    Le conformiste, di risvegliare l’autocoscienza addormentata dal presunto benessere garantito dalla assoluta ubbidienza nei confronti del potere.
    Le femministe, di liberarsi del proprio orticello autarchico prima di veder inariditi i più bei fiori del tempo.
    Per quanto riguarda gli uomini, abiurata la loro natura egoistica e bramosia di possesso dopo una sincera autocritica attraverso l’acquisita autocoscienza, lotteranno assieme alla donna libera per riportare alla luce il sistema Matriarcale, confinato nell’oscurità del tempo da millenni e millenni di dominio assoluto del maschio.
    Solo allora si potrà finalmente raggiungere la PACE universale con la distruzione di tutte le armi e la soppressione degli eserciti.
    Ciò servirà per ripristinare la piena Comunanza solidale pura con la Liberazione dallo stato di necessità, in cui nessuna persona al mondo dovrà rimanere esclusa sul piano economico, politico, sociale e culturale, a partire dal più piccolo paesino sperduto ai confini della terra, per arrivare alle più grandi metropoli urbane.
    IL faro che guiderà la lotta sarà la Filosofia con il compito di risvegliare l’autocoscienza generale perduta, la scienza-tecnologia per liberare le coscienze dalla superstizione religiosa, l’unificazione delle infinite intelligenze sparse su tutta la terra per adoperare la saggezza universale contro la stoltezza del potere Patriarcale.
    Solo allora si realizzerà con il Matriarcato tutti sogni dell’umanità, Pace, gioia e felicità.
    A tutti gli uomini va impedita la partecipazione elettiva da cui deriva la gestione politica della società. In quanto si credono novelli stregoni dalle capacità taumaturgiche; dimenticando il comando divino che gli impone il compito di lavorare mentre alla donna spetta quello di amministrare la collettività sociale, con il potere perfetto del Matriarcato.
    Mi scuso di questa intrusione, anche se penso sia l’unica soluzione per risvegliare l’autocoscienza ancora addormentata delle donne per una vera liberazione sociale e se vogliamo universale.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *