Snoq: Primo risultato contro la legge regionale 27/2012 e l’emendamento Padrin

imagesSE NON ORA QUANDO VENETO lo scorso 29 maggio ha partecipato all’audizione presso la V commissione consiliare della Regione Veneto per opporsi al regolamento attuativo della legge regionale 27/2012 “Disciplinare le iniziative di promozione dei diritti etici e della vita nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie” e all’emendamento del presidente Padrin che voleva un ingresso massiccio dei volontari all’interno delle strutture.

L’EMENDAMENTO NON È STATO APPROVATO, segnando così un primo risultato. È stata ribadita la centralità delle persone come soggetti liberi di autodeterminarsi e di decidere sulle proprie scelte consapevolmente. L’informazione sui diritti e sulle possibili scelte individuali deve essere svolta unicamente dal personale delle strutture sanitarie e dei consultori, per poter garantire quella sospensione del giudizio indispensabile per creare il terreno di intervento nel rispetto dei principi etici e degli orientamenti personali.

Un vecchio slogan degli anni ’80 diceva: DONNA PERSONA, DONNA SOGGETTO, DONNA PROGETTO. Sono trascorsi parecchi anni da quei movimenti e la strada aperta è ancora molto lunga e insidiosa e ci vede tutte unite per continuare a resistere contro ogni tentativo di espropriazione dei nostri diritti. Tre concetti centrali e fondamentali per la nostra autodeterminazione, ma soprattutto per il nostro riconoscimento all’interno di una società che fatica ancora a vederci per quello che siamo e per il potenziale che racchiudiamo.

Un grazie di cuore a tutte le donne dei comitati SENONORAQUANDO che si sono battute in prima linea per noi tutte

donna soggetto

Allego sotto il comunicato di SENONORAQUANDO VENETO:

PRIMO RISULTATO DELLA MOBILITAZIONE DELLE DONNE IN REGIONE : BOCCIATI EMENDAMENTO E REGOLAMENTO

IO DECIDO SUL MIO CORPO SULLA MIA VITA SEMPRE !

E’ stato detto NO ad una proposta che ci avrebbe rimandato indietro di 40 anni,  al  ’74, quando dopo l’istituzione dei Consultori Familiari  iniziò  e si ampliò sempre più un processo di disinformazione che voleva  i consultori segnati ideologicamente e connotati come “ i luoghi dell’aborto”, in cui le donne avrebbero trovato la strada spianata per le interruzioni volontarie di gravidanza. I fatti, hanno dimostrato il contrario.

IL 27.07.2012 VIENE APPROVATA LA LEGGE REGIONALE  DEL VENETO N° 27 “DISCIPLINARE LE INIZIATIVE DI   PROMOZIONE DEI DIRITTI ETICI E DELLA VITA NELLE STRUTTURE SANITARIE E SOCIO-SANITARIE” .

IL 25.03.2014 LA GIUNTA REGIONALE INVIA LA PROPRIA PROPOSTA DI REGOLAMENTO REGIONALE RECANTE LE DISPOSIZIONI ATTUATIVE ALLA COMPETENTE COMMISSIONE CONSILIARE PER IL PARERE.

La proposta della Giunta Regionale prevede che la diffusione e la divulgazione dell’informazione sui diritti etici e della vita avvengano per mezzo di documentazione collocata in un luogo di alta visibilità nei consultori familiari e nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie e che il materiale sia esposto unicamente dal personale della struttura. Non è consentito alle associazioni di volontari interloquire direttamente all’interno delle strutture pubbliche con le persone utenti del servizio.

La proposta di modifica al Regolamento ( Emendamento)  presentata dal presidente Padrin prevede che spazi idonei nei punti di accesso principale delle strutture sanitarie vengano messi a disposizione dei volontari per la diffusione e la divulgazione dell’informazione della propria Associazione in tema di questioni etiche e della vita. Viene così cancellato il Comma 3 dell’art. 5 sul divieto per i volontari di interloquire con le / gli utenti .

SENONORAQUANDO VENETO ha invitato alla mobilitazione e indetto un presidio il 29 maggio scorso davanti alla sede della Regione in occasione dell’audizione presso la V Commissione Consiliare. Sono state fondamentali  le adesioni : Consulta delle Cittadine Comune di Venezia-  CGIL VENETO – CGIL VENEZIA – SPI CGIL VENETO – SPI CGIL VENEZIA – Gruppo  EMERGENCY VENEZIA  -  TELEFONO ROSA sez.  Treviso -  AIDM Associazione Italiana Donne Medico sez.  Treviso – Coordinamento LGBT  Treviso –  Questione di Genere di  Treviso – U.D.U.  Venezia -   Circolo UAAR di Venezia  – CVZ  Comitato Violenza Zero San Donà  di Piave – Associazione Gruppo Donne Preganziol – IL MELOGRANO  Centro informazione maternità e nascita Treviso -   SNOQ TRENTINO – SNOQ BOLZANO

Nello stesso pomeriggio ci sono state due audizioni su questo tema, che ha visto impegnate le donne di SENONORAQUANDO Veneto e della Consulta delle Cittadine del Comune di Venezia; audizioni che hanno aperto il dibattito all’interno della V Commissione. L’emendamento proposto ha visto la maggioranza dei voti contrari e la proposta della Giunta ha visto la V Commissione divisa a metà tra favorevoli e contrari. Non è stato  approvato l’emendamento che, con la presenza di volontari nelle strutture pubbliche e nei Consultori autorizzati a svolgere attività inerenti la diffusione e la divulgazione dell’informazione in tema di questioni etiche e della vita, lo ribadiamo, metteva in discussione la capacità degli operatori, l’efficacia del loro intervento e la loro formazione in questo campo; soprattutto, metteva in discussione l’autorevolezza delle persone rispetto alle proprie scelte di vita.

Le argomentazioni di SENONORAQUANDO Veneto sono state presentate dalla dott.ssa Gigliola Tessari, ginecologa e psicoterapeuta che, per la sua attività trentennale nel Consultorio Familiare di Vittorio Veneto, ha conoscenza diretta del funzionamento dei servizi e del ruolo degli operatori. Gli operatori delle strutture sanitarie e sociosanitarie svolgono il loro intervento nel rispetto dei principi etici e delle convinzioni personali degli utenti prescindendo dai propri orientamenti personali; il ruolo dell’informazione viene situato in una relazione operatore/utente tale da permettere un processo di elaborazione della richiesta, per arrivare ad un consenso informato. I Consultori insieme alle altre strutture sociosanitarie  hanno dimostrato di essere i luoghi della prevenzione, proprio per le interruzioni volontarie di gravidanza e la tutela sociale della maternità; i dati nazionali sul calo costante del ricorso alle I.V.G., la bassa percentuale di abortività tra le giovani parlano chiaro anche del lavoro capillare di informazione  nel territorio e di educazione nelle scuole. Per arrivare a questo l’operatore deve lavorare “ senza memoria e senza desiderio”. Al centro deve essere posta la persona che si presenta con le sue fragilità e criticità, nei vari momenti della sua vita: gravidanza, contraccezione, malattia, vecchiaia…; la complessità che ogni situazione presenta deve poter essere accolta in un clima di ascolto e di fiducia.

                                                                                         SENONORAQUANDO VENETO

Mestre 30 maggio 2014

 

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