Yo Decido-Io Decido: un dialogo tra Spagna e Italia

yo-decidoIn occasione della giornata internazionale della donna dell’8 marzo si è parlato molto di diritti delle donne. Non solo in chiave retorica tra mazzi di mimose e serate di spogliarelli maschili, come per rivendicare una parità di genere che simuli il maschile. Molte sono state invece le manifestazioni che hanno visto scendere in piazza le donne per i loro diritti. Diritti conquistati, acquisiti, diritti sofferti, in bilico tra la loro messa in discussione e la resistenza delle lotte di piazza.

Al grido di “Io Decido” molte donne a Padova, Bologna,Torino, Milano, Roma e in tutta la Spagna hanno sfilato per ribadire l’autodeterminazione femminile sul proprio corpo, ricordando a tutte noi quanto sia importante essere sempre vigili ed attente affinché il diritto di libertà di scelta sul proprio corpo e sulla propria salute riproduttiva non si disintegri sotto la scure di strategie politiche che ripudiano il principio di laicità dello stato.

In Italia la legge 194/78, che regolamenta l’interruzione di gravidanza, rischia ogni giorno di non essere applicata vista la forte e massiccia adesione all’obiezione di coscienza dei medici.

In Spagna la situazione è ancora più grave, dove il governo ha proposto una limitazione della legge sull’aborto che viola profondamente la libertà e i diritti delle donne spagnole.

Abbiamo seguito quello che sta succedendo in Spagna a proposito della questione sull’aborto, parlandone nell’articolo “Oggi primo febbraio siamo tutte spagnole” pubblicato sul nostro sito il 1 febbraio 2014. Come PadovaDonne abbiamo anche aderito al documento stilato dal gruppo Womenareurope e presentato davanti all’ambasciata spagnola a Roma durante la manifestazione del 1 febbraio 2014.

Oggi ne parliamo con Laura Schettino italiana, ma spagnola d’adozione. Membro del collettivo Sangre Fucsia dove sta portando avanti un programma radio femminista che trasmette dalla Kasa Pubblika de las Mujeres Escalera Karakola e che sta lottando a fianco di molte donne spagnole per i loro diritti.

Ciao Laura! Ci racconteresti meglio cosa sta succedendo in Spagna rispetto alla questione dell’aborto?

Da quando il ministro Gallardon é salito al potere ha cominciato a parlare di una probabile riforma della legge dell’aborto. La legge in vigore tuttora in Spagna prevede l’aborto libero per tutte le donne fino alla 14 settimana, anche alle donne minorenni (16-17 anni). Si tratta di una legge che garantisce almeno formalmente l’aborto libero. L’unica critica che si può muovere alla legge attuale é che ancora non é stata tolta dal codice penale e quindi l’aborto fuori dei termini di legge é considerato un reato punibile penalmente.

Quando è iniziato il tutto?

Dopo vari annunci il ministro Gallardon ha presentato la sua proposta di legge al parlamento. La legge é una chiara presa di posizione misogina e che non lascia potere decisionale alle donne sul proprio corpo. Infatti secondo il ministro gli unici casi in cui é ammesso l’aborto é in caso di grave pericolo per la salute della donna incinta e in caso di stupro. Ironicamente aggiungo, perché in caso di stupro l’aborto sarà concesso sempre e quando dopo umilianti interrogatori venga riconosciuto questo delitto. Quello che più sorprende é la proibizione di abortire in caso di malformazione del feto…mentre continuano i tagli alla legge sulla dipendenza e sempre più i figli diversamente abili sono a carico delle famiglie. Al momento la legge deve essere ancora discussa in parlamento e non ci sono date previste a breve.

Qual è stata la reazione da parte della società civile e delle donne spagnole?

Ho l’impressione che l’indignazione stia crescendo anche se non dobbiamo dimenticare che la Spagna é un paese con una forte tradizione cattolica dove i movimenti cosiddetti “pro vita” o più precisamente “anti scelta della donna” sono forti e le pressioni ecclesiastiche non mancano. È vero che i movimenti sociali hanno risposto in modo coeso e sono scesi in piazza per difende quello che é un diritto di base. Chiaramente da parte dei movimenti femministi c’è stata e c’è una forte mobilitazione. Da segnalare che ci sono state molte voci discordanti all’interno del partito di governo (PP); la parlamentare Villalobos che votò contro la presentazione della proposta di legge, fu sanzionata  con 500 euro di multa.

Tu aderisci a qualche associazione o movimento? E cosa avete fatto a riguardo? Quali iniziative avete organizzato o a quali avete aderito?

Io faccio parte del collettivo Sangre Fucsia, un programma radio femminista che trasmette dalla Kasa Publika de Mujeres Eskalera Karakola una associazione trans-femminista delle più antiche qui a Madrid, con un lungo percorso di lotta alle spalle. Il movimento femminista di base adesso si sta muovendo in blocco per cui le iniziative vengono proposte con il nome di “movimento femminista di Madrid” a cui aderiscono tutti i movimenti femministi radicali e non istituzionali.

In Spagna ci sono state due grandi manifestazioni a febbraio. Tu hai aderito ad entrambe? Ci racconteresti dell’aria che hai respirato? E in cosa si distanziavano tra loro le due manifestazioni?

Io sono stata ad entrambe le manifestazioni…mi sono stupita della quantità di gente che c’era l’uno di febbraio, pero mi sono stupita ancora di più della moltitudine che é scesa in piazza l’otto di febbraio. Il primo febbraio c’è stato il treno della libertà perché io decido organizzato dalle istituzioni e dai partiti politici spagnoli. Molte donne sono partite da diverse città per arrivare alla stazione di Athoca di Madrid per poi recarsi davanti al parlamento per protestare contro il progetto di legge del governo Rajoy che appunto vieta l’aborto contro qualsiasi libera decisione della donna. L’8 febbraio c’è stata una manifestazione organizzata dai movimenti femministi di base e nonostante questo c’è stata una gran partecipazione.

E poi come vi siete mobilitate?

Circa un paio di mesi fa un gruppo informale di femministe di vari collettivi ha convocato una assemblea per ripensare e ricreare l’otto di marzo. Un invito a riflettere su come reinventarsi in questa data cruciale e in un momento storico che si configura come un attacco frontale contro le donne e contro i nostri diritti fondamentale. Da questa assemblea è nata l’idea di costruire 15 giorni di lotta e attività, iniziata proprio lo scorso sabato con l’occupazione di uno spazio femminista nel pieno barrio di Malasaña, quartiere centrale di Madrid. Nei prossimi giorni ci saranno assemblee, workshop , cinema e dibattiti. L’otto di marzo c’è stata la storica manifestazione e il tema centrale é stato chiaramente l’aborto e questa legge assurda che vogliono far passare.

E la manifestazione dell’8 marzo com’è stata? Cosa mi racconti?

È stata una grande manifestazione quella dell’otto di marzo, colorata e festiva e soprattutto con un afflusso di gente molto superiore agli anni passati. Il percorso é stato per la gran via e ha ottenuto una grande visibilità. Lo slogan gridato nelle piazze era: En nuestros úteros, no se legisla, Nuestros cuerpos no se maltratan y Nuestros derechos no se recortan”. Il tema centrale era l’aborto, la riproduzione assistita e la violenza di genere. I movimenti femministi di base sono stati i protagonisti, assieme ai partiti politici, ai sindacati e alle associazioni alla fine del corteo. L’otto di marzo é il culmine di 15 giorni di lotta femminista che sono iniziati il primo di marzo con l’occupazione di uno spazio e che continueranno con molte attività fino al 15 di marzo. (per il programma di tutte le iniziative dei 15 giorni di lotta femminista: http://aportodasmadrid.wordpress.com/).

Esiste una petizione a cui poter aderire per fermare questa proposta restrittiva sull’aborto?

Al momento non c’è ancora niente di pronto.

Come pensi evolverà la situazione?

C’è una grande pressione sociale e un’indignazione generale a livello europeo, per cui é difficile dire cosa succederà.

Noi come PadovaDonne offriamo tutto il nostro supporto per collaborare assieme e sostenere le vostre iniziative nel dar voce a tutte le donne spagnole che lottano ogni giorno affinché i loro diritti non vengano calpestati. Ti ringrazio per la tua disponibilità e buona fortuna!

Grazie a voi!

Un pensiero va alle donne spagnole sperando non siano costrette ad abortire nell’illegalità, espropriate dei loro corpi e delle loro coscienze. Un pensiero va anche a tutte le donne italiane con la speranza che non tocchi anche a noi combattere la stessa battaglia.

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