La minaccia della tecnologia invisibile

Apprendo, mentre voglio parlarvene, che è mancato lo scorso 31 gennaio. Era Emilio Del Giudice, uno dei più grandi fisici italiani. Mica lo conoscevo :) prima di leggere Effervescienza, l’inserto di Biolcalenda del lontano dicembre 2011, che trovate a questo link. Ho sottolineato alcuni passi dell’intervista perchè sono cose che magari abbiamo già sentito, ma rifletterci ancora sopra non fa male.

La tecnologia consentirebbe in principio di avere motori di automobile che con un litro fanno cento chilometri. Però, dato che bisogna consumare il petrolio, si fanno dei motori che nella migliore delle ipotesi fanno 5-6 litri per cento chilometri, cioè con un consumo cinque volte maggiore. Prima di andare a scavare nuove fonti di energia, che alimentano questo spreco, bisogna rimodellare la tecnologia in modo di ridurre, a parità di consumi o meglio di bisogni soddisfatti, l’uso di energia”.

“Bisogna drasticamente tagliare i fabbisogni energetici che soddisfano interessi ben definiti. Il mondo dell’economia tende a fare come le oche di Strasburgo: a ingozzarle il più possibile in modo da guadagnare di più”.

Foto: http://luoghidavedere.it/

Foto: http://luoghidavedere.it/

Qualche anno fa ho letto “E’ finita la benzina” di Beppe Tosco, autore tra l’altro di Luciana Littizzetto. Un libro assurdo. Ma vi pensate se, causa scarsità di petrolio, si è costretti ad aspettare settimane in aeroporto finchè l’aereo per la destinazione che ci interessa è pieno di passeggeri? Cioè, oggi si dice “lavatrice e lavastoviglie solo a pieno carico sennò è uno spreco”… fra un po’ ci sentiremo dire “si avvisano le gentili viaggiatrici che il vostro aereo non è ancora carico, invitiamo ad attendere per consentire un veloce imbarco non appena possibile”. E si finisce a passare parte della vita lì, a doversi munire di sacco a pelo e a lavarsi nei bagni dell’aeroporto come nel film “The terminal” con Tom Hanks. C’è qualcuna che magari ci metterebbe la firma: giorni e giorni passati nei negozi :)  Alla fine credetemi vi verrà a noia pure quello.. e poi a che vi serve comprare roba che passate mezza vita dentro un aeroporto?? Surreale, come il libro appunto, ma chissà in futuro. Magari inventano motori che funzionano con la pipì. Si sa che noi viaggiatrici dobbiamo fermarci a fare la pipì ogni 3×2… io ormai sono esperta di fermate in mezzo alla campagna, in tangenziale, ma persino nel bel mezzo di un safari in Africa… peggio dei cani che segnano il territorio :) Nel frattempo, comunque, si guadagni a più non posso col petrolio, e soprattutto si inquini quello che manca all’appello.

“Un campo elettromagnetico applicato dall’esterno può avere sia funzioni positive, difatti si può usare in terapia, sia aspetti negativi se entra in modo distruttivo all’interno del corpo. Resta da studiare nel futuro quando avviene il primo tipo e quando il secondo. In principio bisogna essere attenti perché un campo elettromagnetico applicato dall’esterno su un organismo vivente non è privo di conseguenze  Queste conseguenze non sono necessariamente negative però possono esserlo, per questo motivo è necessario studiare di più e non negarne l’esistenza a priori”.

“Bisogna tener conto però che nell’epoca moderna, a causa della ”corrosione’ delle nostre forze vitali dovute agli stress eccetera, le persone sono molto poco difese per cui le capacità  di autodifesa degli organismi, nelle civiltà avanzate, sono piuttosto modeste e invece prevale la fragilità. Difatti il numero per esempio di allergie a campi elettromagnetici esterni, che è una patologia che recentemente è stata messa in evidenza, e che erano rare tempo fa, è in numero crescente”.

Parlando di campi elettromagnetici non si può non pensare ai cellulari, presenti ovunque, sempre più moderni, sempre più potenti e pericolosi. L’intervistatore chiede al prof. Del Giudice cosa ne pensa del fatto che nonostante l’Oms abbia assegnato alle loro emissioni una pericolosità di livello 2B, dunque ‘potenzialmente cancerogene’, di contro è stata data molta rilevanza ad uno studio danese, pubblicato sul prestigioso British Medical Journal, secondo cui non c’è invece alcun rischio per la salute. Il prof. risponde:

“Ho sentito proprio su questo studio una relazione di una ricercatrice francese molto brava (…) che ha fatto notare che nel campione su cui si basava lo studio danese erano incluse anche persone che usavano il telefonino una volta alla settimana. In sostanza hanno diluito il campione mettendoci persone che insomma non erano in condizione di ricevere danni dal telefonino, per cui chiaramente il numero delle patologie osservate era drasticamente ridotto”.

Foto: http://www.inapple.it/

Foto: http://www.inapple.it/

Ma vi rendete conto? Finchè le stesse case produttrici, come nel caso dei farmaci, continueranno a pagare le ricerche non avremo mai un’informazione corretta. Ci prendono per i fondelli. Ricordo anche l’intervento del prof. Angelo Gino Levis (leggete il link verso fine pagina) a cui ho assistito anni fa, appena entrata in redazione.
E c’è un’altra cosa, oltre ai cellulari: queste connessioni wi-fi che ormai sono ovunque. Se non hai il wi-fi sei antica, ma se ce l’hai prima o poi diventi rim-bam-bi-ta. Siamo convinte che facciano bene tutte queste onde che ci tartassano il cervello? Gente che a casa ha il wi-fi acceso 24/24, come in ufficio da me purtroppo. I bambini che ancora si stanno sviluppando che danni ne trarranno? Levis ha detto che il problema è la latenza molto lunga, anche di 30 anni. Quindi non potremo avere un riscontro immediato o comunque a breve di questo ‘inquinamento’ ed il rischio è ritardato di generazioni, in maniera irreversibile, con degrado del genoma. Ciò rende più vulnerabili/sensibili i nostri figli. Ci dovrebbe terrorizzare il fatto che “effetto cancerogeno più effetto cancerogeno non vengono sommati, ma moltiplicati e se non c’è un’inversione di tendenza ora, non ce la faremo più. Saranno i nostri figli a pagarne le conseguenze”.

Del Giudice dice che questa rete «è abbastanza pericolosa. Non vuol dire che queste tecnologie vanno bandite. Significa che vanno progettate tenendone conto. Per esempio, adoperare delle frequenze fisse rende evidentemente più facile il lavoro degli ingegneri, però una frequenza fissa interferisce in un modo costante, quindi con il tempo dà luogo ad effetti duraturi sull’organismo. Mentre – è una mia fantasia, eh?  – se si adoperassero delle frequenze variabili nel tempo, cosa che renderebbe più difficile il lavoro degli ingegneri ma non è impossibile, si porrebbe uno stress molto minore alla materia vivente».

E dopo siamo tutti stressati, pazzi, allucinati.. i perchè sono invisibili e volutamente tenuti nascosti grazie a informazioni distorte. Pazienza per noi che ormai siamo ‘alla frutta’, ma i nostri figli e nipoti? Stiamo minacciando le generazioni a venire con la nostra mania di essere moderni, sempre pronti, sempre connessi. Il mio telefono è antico e vivo bene lo stesso, non ho bisogno di essere connessa 24/24, c’è altro fuori dal telefono e dalla rete. E’ qualcosa che profuma, che mi parla, che allieta i miei occhi. Ho ancora tutti e 5 i sensi inseriti, io :)

 

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