I marocchini prendono il coraggio per parlare di molestie sessuali

GGM_ImpactGlobalGirl Media è una ONG dedicata all’empowerment delle ragazze di tutto il mondo attraverso i media, la leadership e la formazione giornalistica affinchè abbiano una voce nell’universo globale dei media e per il loro futuro. GlobalGirl Media fornisce le attrezzature, la formazione e il sostegno necessari per aiutare le giovani donne a diventare giornalisti digitali e blogger, portando la propria prospettiva unica sulla loro vita, le loro comunità e gli eventi mondiali. Qui un video sulle 80 ragazze coinvolte.

GlobalGirl Media Reporters in Morocco ha pensato, ripreso e montato il corto Breaking The Silence about sexual harrassment: Moroccans Speak Out che è stato premiato per il giorno internazionale contro la violenza sulle donne. Si tratta di un cortometraggio di 30 minuti in cui vengono intervistati ragazzi e ragazze marocchini ed adulti con ruoli di responsabilità sul problema delle molestie sessuali nel Paese. L’argomento è tabu in Marocco, ma qualunque turista cammini sola si accorge che in città marocchine si viene appellate in modo abbastanza pesante, in varie lingue. Io avevo pensato ingenuamente che questo riguardasse solo le turiste, mentre alle donne del posto venisse portato maggiore rispetto.

Il corto ci rivela che la molestie verbale, i pedinamenti ed i ricatti da parte di uomini alle donne marocchine sono frequenti, specialmente nelle classi povere, costrette a lavorare fuori di casa o rivolti alle studentesse. Viene considerato come un’epidemia da debellare. Si tratta di una mentalità patriarcale e conservativa, che vede le donne come cittadine di seconda classe. Secondo molti uomini e ragazzi marocchini, una donna non dovrebbe stare nello spazio pubblico. Se lo fa è loro diritto molestarla. Il punto forte del documento è far raccontare alle vittime quello che hanno vissuto. Il silenzio è accettazione di una umiliazione. Una ragazza dice che il padre le ha detto che questa cosa non è giusta ma va presa in considerazione quando si esce da sola: lei ritiene di esser fortunata, perchè in altre famiglie sarebbe stata biasimata lei come vittima per aver provocato l’aggressione!

La cosa che emerge come importante è il fatto che le ragazze e parti della società comincino a non considerare questa violenza come normale. La dolce musica di Fatima Ezzohra Boutayeb è la colonna sonora del video è intitolata “Is this normal?”. Perchè è importante che aumenti la consapevolezza nella società che certi maltrattamenti alle donne non sono ammissibili. In Marocco contro queste aggressioni non ci sono leggi valide a tutela delle donne: la molestia sul lavoro è reato dal 2003 ma il difficile è provare che sia avvenuta, nessuno testimonia per la vittima. Non ci sono leggi che proteggano le donne molestate nello spazio pubblico.

La molestia inizia con sguardi, pesante fissarti, passa per il flirt ed i complimenti ma tutto ciò può arrivare con facilità all’insulto ed all’aggressione sessuale quando una donna rifiuta l’approccio. Si tratta di mancanza di educazione sentimentale e di frustrazione di uomini non sposati che vorrebbero una relazione, ma non è ammissibile perchè viola i diritti umani delle donne, le considera solo oggetti sessuali. E le vittime devono diventare consapevoli, anche grazie all’aiuto delle famiglie, che non è affatto colpa di come vestono o si comportano.  I progetti con gruppi di donne e ragazze stanno dimostrando che è possibile unirsi e condividere l’esperienza e chiedere che sia trovata una soluzione a questo problema. Le donne devono affermare il loro diritto di partecipare alla società, non lasciare che sia la società a decidere dove devono stare. No, “la” in arabo, diventa un canto di protesta che unisce le donne. È tempo di cambiare il concetto di cosa sia ritenuto “normale”, di dare vita a una “nuova normalità”.

 

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