Sostenibilità, crescita qualitativa, pensiero sistemico con Fritjof Capra

sostenibile

Io credo che la concezione del mondo implicita nella fisica moderna sia incompatibile con la nostra attuale società, la quale non riflette l’armonioso interrelarsi delle cose che osserviamo in natura. Per raggiungere un tale stato di equilibrio dinamico sarà necessaria una struttura economica e sociale radicalmente differente: una rivoluzione culturale nel vero senso della parola. La sopravvivenza della nostra intera civiltà può dipendere dalla nostra capacità di effettuare un simile cambiamento. Tratto da Il tao della fisica

Il passaggio da una crescita di tipo quantitativo ad una di tipo qualitativo, che utilizzi i nuovi indicatori di qualità della vita e benessere, può traghettare le nazioni dall’attuale situazione in cui l’ambiente è costantemente sfruttato e martoriato verso una sostenibilità ecologica, nonché da uno scenario di disoccupazione, povertà e spreco ad uno in cui il lavoro dia senso e dignità alla vita delle persone. Questa transizione globale verso la sostenibilità non ha limiti concettuali né tecnici. L’unico ostacolo è costituito dal nostro sistema di valori e dalla volontà politica. Tratto da Qualitative Growth

 

Non ero mai stata nell’Agorà del San Gaetano. Mi viene in mente l’inquietante storia su Ipazia nel film “Agora”, e chiudo.
Non avevo mai sentito parlare di Fritjof Capra, prima che mi arrivasse la newsletter di Segnavie, ma dato che l’argomento mi interessa mi sono prenotata subito per curiosità.
Non sono rimasta delusa e, come successo per Zygmunt Bauman, credo che acquisterò pure qualche suo libro.

Il professore si presenta parlando in italiano, sicuramente meglio di come lo parlano alcuni di noi, e raccontando che nella mattinata è stato nella nostra Università: dice sia stata la sua prima fonte ispirativa da quando a 16 anni ha scoperto il Bò.
Poi inizia la sua lectio magistralis chiedendosi, non credo solo oggi: in che mondo sono diretti tutti questi giovani e universitari? Si risponde: un mondo di crisi globale, un bel mondo preparato da noi.
È una crisi non solo economica, ma anche ambientale, e la sfida, ora, è di costruire e nutrire comunità sostenibili.

Bisogna sostenere un’intera rete, perché la rete caratterizza la vita: ovunque c’è vita, c’è rete. Solo che finora non c’è stato alcun sostegno ecologico, anzi la natura ha sostenuto la vita, continua a farlo e noi non dobbiamo interferire in questo miracolo. La grande domanda è: come?? Come possiamo non interferire ed essere anzi di sostegno? Attraverso l’educazione ecologica.

L’educazione ecologica deve diventare critica, costituire la parte più importante nella scuola, dalla primaria in su, ed insegnare anche ai leader politici.
Noi ce ne siamo altamente fregati finora tanto che materialismo e cupidigia ormai non conoscono limiti. Purtroppo invece il mondo ha dei limiti che non consideriamo: sprecando, inquinando e riducendo le risorse.

In questi anni di crisi però, la crescita che gli economisti ci prospettano come la cura, è in realtà la malattia. Se di crescita vogliamo parlare questa deve essere sostenibile a livello ecologico e giusta a livello etico: una crescita qualitativa e non quantitativa.
Mettiamole a confronto:

              Crescita qualitativa                                   VS                           Crescita quantitativa

-Comporta una relazione tra i componenti che devono essere mappati

-È basata sul PIL. È una mera somma dei componenti che possono essere misurabili

-Sostiene e migliora la qualità della vita (scienza della qualità)

-Porta spreco e distruzione

-Considera gli aspetti sociali

-Considera gli aspetti monetari

-Aiuta a risolvere la crisi economica con un circolo infinito di crescita, declino, riciclo

-Aggrava il divario economico tra ricchi e poveri, perché i soldi dei poveri passano ai ricchi

È necessario quindi decidere cosa deve crescere e cosa invece deve decrescere, è per questo che il prof. Capra parla di crescita qualitativa e non di decrescita.
Possiamo decidere noi, nel nostro piccolo, cosa far crescere e cosa decrescere, però il problema fondamentale è che manca la leadership per poterlo fare. E’ necessaria una bussola etica alla leadership perché i problemi più urgenti ora sono il cambiamento climatico e le disuguaglianza economica.

Un esempio è stato per me molto chiaro.
Se diamo denaro ai poveri essi procederanno ad acquistare perché non hanno niente e ne hanno bisogno. Di conseguenza ci sarà un giro di denaro che aiuterà ad uscire dalla crisi, dalla fossa in cui siamo sprofondati.
Se invece diamo denaro ai ricchi essi non sentiranno la necessità di comprare nulla perché hanno già tutto e l’unica cosa che faranno sarà quella di nascondere il denaro (si stima circa 32 miliardi) in un qualsiasi paradiso fiscale.

Insomma bisogna avviare una crescita qualitativa che sia sostenibile e giusta, ricordando che la terra è la nostra casa comune.

Sono molte le domande che aspettano il prof. Capra alla fine del suo intervento e mi piace che preferisca rispondere ad una ad una, piuttosto che accorparne 3, come proposto dall’organizzazione, perché è chiaro che una domanda può non azzeccare nulla con un’altra.
Egli mette in evidenza quanto poco i soldi centrino con la felicità delle persone perché in effetti i soldi non necessariamente danno la felicità. Prende ad esempio le popolazioni del Tibet o del Buthan: ricorda che quest’ultimo ha istituito il FIL, http://it.wikipedia.org/wiki/Felicit%C3%A0_interna_lorda l’indice di felicità interna lorda, che ovviamente cozza alla grande con il nostro inutile PIL, prodotto interno lordo.
Io che sono stata in Tibet 2 anni fa posso assicurarvi che da allora parte della mia vita è cambiata, ecco posso dire che mi sento di poter essere felice guardando cose invisibili ai più e me ne strafrego altamente del resto. Vivo insomma con una consapevolezza diversa, accresciuta dopo gli ultimi due viaggi in Africa in cui ho potuto ancora vedere con i miei occhi quanto le persone li non abbiano bisogno di crescita, ma di sopravvivenza, come appunto dice il prof. Capra. E se in questi luoghi la violenza e alcuni vizi sono frutto della miseria più nera, da noi al contrario sono frutto del troppo avere. Sono molti, secondo Capra, i ricchi che sono tossici, violenti, depressi o che mettono in pratica violenza domestica. Quest’ultima una delle più grosse piaghe italiane degli ultimi anni.

Quando gli chiedono se crescita qualitativa e decrescita possano coesistere, il professore ricorda Adriano Celentano che parlò di decrescita in un suo spettacolo e spiega che le due possono, anzi devono coalizzarsi: decrescere per crescere qualitativamente. Credo proprio di poter affermare che sia il discorso delle reti a essere importante, la rete è vita.

Un insegnante di scuola primaria dimostra che è possibile mettere in atto una formazione ecologica e che anzi lui usa i testi del prof. Capra per appassionare i suoi alunni. Il professore ricorda invece che ha creato a Berkeley, dove vive e insegna, un centro per la formazione ecologica. http://www.ecoliteracy.org/

Uno studente gli chiede cos’è per lui la felicità e Capra risponde che non lo sa, ma che sicuramente vale la pena di esplorarla e lascia a lui l’arduo compito di farlo e scriverne. Io penso che la felicità sia per ognuno una cosa diversa, difficile quindi dire la propria versione ad una platea di 600 persone. E se Capra ci avesse detto che la felicità per lui è camminare a piedi nudi in giardino?

Ora, rispondendo ad una domanda del pubblico, il professore ci dice quali sono le prime tre cose da fare per agevolare la crescita qualitativa:
1 capire cosa ha detto :)
2 inserire commenti al riguardo sui social network
3 quando riceviamo un feedback al nostro commento colleghiamoci con queste persone perché quando ci sono scambi avvengono cambiamenti.

Infatti il mondo materiale altro non è che una rete di rapporti, in cui però sta emergendo la scienza della qualità.
Se volete approfondire la crescita qualitativa avete tre possibilità: leggere l’articolo in inglese direttamente sul sito del prof. Capra, leggere la traduzione in italiano gentilmente offerta da La Sapienza di Roma, oppure acquistare il libricino edito da Aboca.

Ricapitolando… avete capito? Scrivetene, collegatevi e cambiate il mondo.

 

Fritjof Capra

Fisico e teorico dei sistemi, è un saggista di fama internazionale. Dopo aver conseguito il dottorato di ricerca in Fisica all’Università di Vienna, Capra si è dedicato allo studio della fisica delle particelle. La sua attività di ricerca l’ha portato a svolgere incarichi presso l’Università di Parigi, loStanford Linear Accelerator Centre, l’Imperial College, l’Università di Londra e il Lawrence Berkeley Laboratory all’Università della California. All’attività di ricercatore ha affiancato quella di docente, insegnando all’Università di Santa Cruz a Berkeley e all’Università di San Francisco.

Il suo libro Il Tao della fisica (1975), in cui analizza le analogie tra le teorie della fisica moderna e le filosofie religiose orientali, ha venduto un milione e mezzo di copie in tutto il mondo ed è stato tradotto in oltre ventiquattro lingue. Alla ricerca nel campo della fisica, Capra ha affiancato un’analisi sistematica delle implicazioni filosofiche e sociali della scienza contemporanea negli ultimi 30 anni, contribuendo a diffondere e approfondire il “pensiero sistemico”, approccio che trova il proprio fondamento nella teoria della complessità.

Nel 1995 ha contribuito a fondare il Center for Ecoliteracy a Berkeley, nato per promuovere progetti di “ecoalfabetizzazione”, finalizzati a diffondere un pensiero di stampo ecologico e sistemico (che pone l’accento sulle relazioni) necessario per favorire l’adozione di uno stile di vita sostenibile.

È autore di numerosi bestseller, tra i quali Il punto di svolta (1982), Verso una nuova saggezza (1988-89), L’universo come dimora. Conversazioni tra scienza e spiritualità (1993), La rete della vita (2001) e La Scienza Universale (2007). Il suo ultimo lavoro è L’anima di Leonardo (2012), un’interessante rivisitazione della scienza del genio italiano alla luce della teoria dei sistemi e della complessità.

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