Lo spot antiviolenza di GiULiA: donne e comunicazione

Piace molto il nuovo spot antiviolenza di GiULiA, la rete nazionale delle giornaliste unite libere autonome nata negli ultimi anni per rivendicare la dignità della donna, oltre che il diritto del lavoro e dell’informazione.

Lo spot Io me ne curo, e tu?, frutto di un lavoro svolto volontariamente senza nessun tipo di finanziamento, è nel suo messaggio chiaro e diretto, e non lascia spazio a nessun fraintendimento.

In meno di un minuto alcune professioniste che fanno parte della rete GiULiA, ci dicono quello che per chi si occupa di informazione dovrebbe essere ovvio, ma che in realtà non lo è:  si fa violenza un’altra volta se accanto ad un caso di femminicidio si usano espressioni come ’delitto passionale’ , o si sottolinea che la donna era vestita in modo provocante, o se si insinua che in fondo se l’è cercata.

Ciò che più colpisce è il chiaro destinatario delle parole delle giornaliste: sono i loro colleghi, o le loro colleghe, che più di tutti/e dovrebbero rimanere colpiti dallo spot, che con estrema lucidità e fermezza condanna l’uso di stereotipi sessisti sempre più presenti nei media.

Nanni Moretti in Aprile ci diceva che “le parole sono importanti”, e se a ribadirlo sono proprio delle professioniste dell’informazione, c’è veramente da prenderle in parola.

Noi ce ne curiamo. E tu?

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