Cronaca n. 2 del 18 luglio per la 194

Timbro il cartellino, inforco lo scooter, controllo la benzina e…. parto!

Per essere più veloce decido di prendere l’autostrada.

Devo essere davanti a Palazzo Ferro Fini alle 10.30.  Ci troviamo per manifestare contro un Progetto di Legge di iniziativa popolare dal titolo: Regolamentare le iniziative mirate all’informazione sulle possibili alternative all’aborto.

Insomma l’ennesima richiesta perchè ci sia la presenza fisica dei movimenti per la vita nei consultori familiari, reparti di ginecologia ed ostetricia, nelle sale d’aspetto infine negli atri degli ospedali.

Una leggina di soli tre articoli.

Che era stata bocciata dalla stessa V Commissione consiliare – Sanità – Presidente Leonardo Padrin.

Addirittura era stato proposto di “Non passare gli articoli”,  formula che significa il rigetto della legge nel suo insieme.

Noi tutte pensavamo….. se è stata bocciata persino dalla Commissione questo Progetto di Legge non vedrà mai la luce. Ed invece….. Forse per accontentare quel poderoso esercito di firme (20.000), forse per accontentare il Moviment per la Vita…. forse per avere un ritorno nei media…. forse perchè siamo pregni di un’educazione e di una cultura che ci vede proni a poteri altri. Che dello Stato si interessano quando vogliono e quando fa comodo rifiutando tutto il resto. Perchè il resto sono enunciazioni che non hanno seguito in alcun modo.

Bè…. scusate la divagazione ma….

Insomma sono andata a Venezia per manifestare in favore della L.194/78, soprattutto per chiedere più consultori, più personale specializzato, più informazione a tutti i livelli a partire dalle scuole.

Sempre bella Venezia…. con i sui vicoli, colori, profumi, angoli che lasciano intravvedere un palazzo, una bifora….

Cammino veloce…. decido di entrare nel cortile di Palazzo Ferro Fini da un vicolo diverso, poco utilizzato dai manifestanti.

C’è un carabiniere nei paraggi…..

Mi inoltro, giro a destra, poi a sinistra…. caspita, non vedo anima viva, nessuno slogan, un canto….

Cortile chiuso. Rido di gusto…. ma cosa temono quest uomini?

Eh sì, quando fanno certe stupidaggini forse dovremmo veramente prenderli a calci nel sedere….Quando si arrogano il diritto di decidere su argomenti di cui ‘sanno poco’. Quando anche schiere di infermieri e medici NON possono ‘entrare’ appieno nel vissuto della donna che decide (o non decide) un gesto simile….

Quando la politica non sa andare oltre i ‘sensi di colpa’…. come se decidere di interrompere una gravidanza portasse SOLO dei sensi di colpa….

Chiedo informazioni allo sportello ed una gentile signora mi chiede:  ‘Lei è qui per il Presidio?’. Risposta scontata…. sono tutte in Calle……

Esco seguendo i vicoli noti….Nei pochi passi che mi separavano dalle manifestanti ho fatto i pensieri più assurdi…. arrivo lì vicino e tiro loro le orecchie, mi avvicino piano piano e faccio Buuuuuu…., insomma era troppo invitante vedere di fronte a me i poliziotti che impedivano alle ragazze di entrare nel vicolo. Ero entrata dalla parte opposta ed ora mi trovavo alle loro spalle…. ACCERCHIATI!!!

Nella calle la bella sorpresa della Rete Studenti Medi-UDU, operatrici dei consultori, donne impegnate in politica, nel sindacato, donne, donne, donne e…. anche molti uomini. Che hanno condiviso la battaglia di oggi e quella di ieri. Uomini che nella battaglia dei Diritti si sono spesi accanto alle donne.

Alcuni passanti si sono fermati a chiedere ‘cosa’ si stesse facendo, per cosa si manifestava. Mi sono meravigliata. Persone giovani che chiedevano informazioni sul perchè di una manifestazione? Infine hanno solidarizzato.

C’è chi spontaneamente ha raccontato della loro esperienza. Di come questi movimenti per la vita non hanno rispettato nemmeno la privacy delle persone che si sono sentite perseguitate….. e dopo aver fatto qualche foto ci hanno salutato con ‘brave, tenete duro, i diritti non si toccano’.

Una foto, un’intervista, due chiacchiere….e mi accorgo che è arrivata l’ora di tornare a lavoro.

Saprò nel pomeriggio che il Consiglio è saltato. Il giorno seguente la votazione ha cancellato due articoli su tre e  ha cambiato il titolo.

L’art. 2 diece: “riconosce pari opportunità di comunicazione a tutte le associazioni… garantendo la diffusione e la divulgazione dell’informazione sui diritti dei cittadini con riferimento alle questioni etiche e della vita .. nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie e nei consultori”

In conclusione….
Noi dobbiamo saper guardare ai contenuti di questa vicenda e, a tal riguardo, non possiamo che esprimere forte preoccupazione per quello che può succedere con l’applicazione della delibera regionale. Seguiremo da vicino tutto l’iter ed il regolamento successivo, per impedire che i consultori familiari e le strutture sanitarie si trasformino in luoghi di propaganda. Per il rispetto e la tutela delle donne e degli operatori socio-sanitari. Per garantire l’applicazione della L.194/78, quale legge dello Stato.

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