V-Day idee, progetti e azioni Virtuose: io c’ero!

Venerdì 15 pomeriggio ho partecipato, insieme a Luisa, al V-Day idee, progetti e azioni Virtuose, “un incontro, un confronto e un momento di riflessione per mettere insieme, condensare, alcuni progetti di livello nazionale che, da punti di vista diversi, si pongono come obiettivo il miglioramento della qualità della vita delle donne e, in generale, della nostra società tutta, promuovendo un equo rapporto di genere tra opportunità esistenti e scenari futuri“. Vedi il comunicato stampa.

Mi aspettavo una sala molto più grande, un grande evento, molto pubblico. Invece forse le organizzatrici si aspettavano tutt’altro, ecco perchè la scelta di questa sala che conterrà una cinquantina di persone. Mi guardo intorno, vediamo un po’… donne, donne, ancora donne, qualche uomo, forse quattro in totale e tutti di una certa età, a parte l’addetto alla videocamera.
Mi domando: ma Emma Bonino tira solo queste poche decine di persone? Forse hanno sbagliato pubblicità, è l’unica spiegazione.

Eccola, finalmente arriva.  L’abbiamo attesa per circa mezzora, ovviamente senza di lei non si poteva cominciare. Non sono una che segue la politica, ma la Bonino mi piace, a prescindere. Ne leggo ora la presentazione e mi accorgo che ha partecipato a diverse battaglie per le donne e non. In politica da più di 40 anni, coraggiosa e tenace, in un mondo prevalentemente maschile non deve essere stato facile, oggi nemmeno.
“Non sarò in ritardo, vero?”, sorride e si guarda intorno mentre con passi veloci percorre il breve corridoio fino al posto in prima fila che le è stato riservato.

Allora parto dall’incipit della scheda che mi hanno consegnata all’arrivo e che ho riportato all’inizio, vedete che si parla di un altro V-Day, non è quello lanciato da Eve Enler, l’autrice dei “nostri” Monologhi della Vagina, e famoso in tutto il mondo. La V qui sta per Virtuose, rivista fondata da Ida Poletto che ospita questo evento, in quanto direttrice dell’Hotel Abano Ritz, e che apre il pomeriggio raccontando com’è nato e a cosa ambisce il portale ilsitodelledonne.it insieme alla rivista (apri la presentazione).

Emma Bonino

La parola poi passa all’onorevole Emma Bonino che ha detto talmente tante cose, e belle, che difficilmente riuscirò a ripetere tutto. Lo stesso vale per la altre relatrici, ma tant’è… ci provo.
Ecco, dice che la presenza delle donne, il lavoro delle donne è importante, in questo momento di crisi più che mai, per il rilancio economico e umano del Paese. Insomma le donne farebbero bene. Bene che non sta nell’omogeneizzarsi alle mentalità e capacità maschili, ma nel farci forza nelle differenze.
Il problema è uno, soprattutto quando si hanno figli: la nostra professione, qualunque essa sia, si fa nei ritagli di tempo, altrimenti va in contrasto con tutte le altre cose che dobbiamo fare, che toccano a noi. Ad esempio non si sa perchè i figli li si fa in due e poi è solo una che li alleva.. e da qui nasce Pari o Dispare, che ha fondato insieme ad altre donne (e uomini) nel 2010 e di cui è Presidente onoraria.
Tanti in questo periodo dicono che è meglio non avere potere, che il potere è sporco, ma io non ho nessun problema a dire che voglio potere, è che ne ho sempre avuto troppo poco” dice suscitando un sorriso “che si percepisce” nella maggior parte dei presenti. “Il potere non sporca” aggiunge.
Il problema delle donne che non riescono ad accedere a cariche ed incarichi, a posti di un certo prestigio, è dovuto al fatto che attualmente tutti i posti sono occupati da uomini, quindi bisogna trovare il modo per ottenere quei posti.

Cristina Molinari

Ed ecco Cristina Molinari, presidente di Pari o Dispare (apri la presentazione). Non la conoscevo, ma è un piacere ascoltarla. Dice che loro si occupano prevalentemente di lavoro a livello qualitativo, ma anche quantitativo. Molte donne che adesso non lavorano, vorrebbero trovare un’occupazione, ma non ce la fanno per mancanza di servizi. Molte non lavorerebbero anche se ci fossero i servizi, ma quest’ultima tipologia di donne è caratterizzata dalla fiducia che ripone nel matrimonio e/o nel patrimonio. E se queste due “sicurezze” svanissero, cosa resterebbe loro?
PoD si occupa anche della pubblicità, dei media. Avete mai fatto caso in tv, nelle varie trasmissioni, quali donne vengono rappresentate? Solo due: l’oggetto ornamentale, quella messa li a fare da statuina, o il caso umano, quella che non le poteva capitare di peggio nella vita, quella che ti viene da piangere per lei. Ecco per loro non ci sono altre donne e questo è poco dire che è riduttivo. Nelle fiction invece, chi c’è? La madre sacrificale o la bella e scema. Le donne normali, quelle che lavorano, autonome, se ci sono fanno la parte delle antipatiche. Le donne con un cervello sono antipatiche. E passiamo alla pubblicità. L’avete vista quella della Kraft con la bambina che fa la cuoca, mentre suo fratello gioca beato, che dice “io so come prendere mio marito per la gola” o qualcosa del genere? Perchè le parti non sono invertite? In altri paesi l’avrebbero fatta a pezzi. Questo genere di pubblicità è lesiva, segregante. Così è nato il Manifesto per un utilizzo responsabile dell’immagine femminile a cui aderiscono diverse aziende (per saperne di più apri la scheda). Vogliamo che ci siano pubblicitari creativi, nuovi, freschi, non che si rifacciano alla solita scenetta della donna che serve l’uomo, della famiglia con al centro la donna. Cominciano a inculcarci questa mentalità fin da piccole, con le favole. Prendete ad esempio Cenerentola o Biancaneve: sanno fare tutto, sono belle ecc. E il Principe Azzurro? Lui è azzurro e basta! :)
E poi è veramente ora di smetterla, dico io, con tutte queste immagini che ci vengono proposte di donne bellissime, perfette, che se poi andiamo a vederle a casa loro sono magari brutte quanto noi o di più. Purtroppo ci sono molte ragazzine o donne poco sicure di se che credono che la società richieda quel canone di donna e ricorrono ad ogni mezzo pur di assomigliarci, magari andando incontro a seri danni. Donne che ricorrono al chirurgo estetico per cambiare parti assurde del proprio corpo, oppure che si rivolgono a centri estetici che promettono di cambiarti il corpo in tot sedute al costo di svariate centinaia e migliaia di euro. E’ la pubblicità che ci porta a questo, sono le donne che appaiono e che sono state sapientemente ritoccate per eliminare qualsiasi difetto. Ricordo ora quella pubblicità, non so di che prodotto, con Isabella Ferrari che era senza ombelico.. l’hanno ritoccata un po’ troppo :) e noi ci beviamo la storia di queste donne che a 50/60 anni sembrano delle adolescenti. Dai.. per piacere! Noi donne dobbiamo riprenderci la nostra dignità. Noi siamo consumatrici e possiamo scegliere, possiamo scegliere di non comprare certi prodotti o di non guardare i programmi in cui l’immagine della donna non è usata responsabilmente. Stop ai programmi in cui la donna è ornamento, oggetto, esibita nel corpo. Prima o poi la capiranno e smetteranno di proporceli, si spera.

Isabella Chiodi

E’ poi il momento di Isabella Chiodi, vicepresidente IBM Europa, che affronta il tema del bilancio di genere di cui io non avevo mai sentito parlare, ma che capisco essere una cosa importante, se non uno strumento essenziale per le amministrazioni, quelle che vogliono operare bene almeno. In questo modo potranno riclassificare le poste di bilancio per capire a che categoria è rivolta quella certa spesa pubblica e potranno differenziare la spesa a seconda della categoria (uomini, donne, bambini, anziani, studenti) perchè ognuno ha le proprie esigenze. Per saperne di più apri la presentazione.
Insomma capisco, anzi lo dice esplicitamente, che se non ce la faccio tra lavoro e famiglia non è colpa mia perchè è lo Stato che deve darmi i mezzi, i servizi, è lo Stato che mi deve aiutare.
Se non erro, la Chiodi ha incontrato i sindaci dei capoluoghi veneti e 6 su 6 incontrati non conoscevano il bilancio di genere.. incoraggiante eh? Sarà perchè non ci sono sanzioni che pochi lo adottano in Italia?

Alessandra Casarico

Interviene quindi Alessandra Casarico, professoressa associata di Scienza delle finanze alla Bocconi e socia fondatrice di PoD. Consiglio di leggere intanto la presentazione. Con una serie di slide ci snocciola un po’ di percentuali.. in Italia il tasso di occupazione femminile è in media del 46,5%, distinguendo però al nord si è al 56,6%, al centro 51,7% e al sud 30,7%. Questo sebbene le laureate siano il 15,96%, contro il 13,77% degli uomini. Le donne sono in tutte le facoltà, con la maggioranza in quelle umanistiche, ma sono poco presenti nel mercato del lavoro a causa di maternità o carichi familiari, sempre la solita storia. Le mamme insomma lavorano meno e fanno meno carriera. Però le donne tra i 35 e 44 anni in media lavorano 50 minuti più degli uomini, quelle con figli anche 60 minuti in più, presumo al giorno. Non è così in altri Paesi. A questo punto ho sentito intorno a me che si mormorava, “sono anche più di 60 minuti!”, lo credo anche io.
Bisogna rompere il circolo vizioso con politiche pubbliche, collaborazioni virtuose tra pubblico e privato e anche con imprese private. Servono servizi per la cura dei bambini e anziani che spesso sono affidati alla donna, agevolazioni fiscali, congedi di paternità e altre azioni positive nel mercato del lavoro. Ci sono pochi asili nido con il 12,7% dei bambini, mentre Europa 2020 prevede il 33%. Ci sono pochi servizi per gli anziani, pochi nidi aziendali. Attualmente il 37% delle famiglie ricorre a servizi di cura informale e il 30% ai nonni contro il 15% della Germania e solo il 2% della Svezia. Se non ci fossero i nonni molte famiglie sarebbero spacciate, anzi molte donne.
In conclusione l’occupazione femminile è una grande risorsa, ma servono promozione, condivisione, conciliazione e politiche adeguate per farla emergere.
Sarebbe interessante leggere il libro scritto dalla Casarico, insieme alla collega Paola Profeta, intitolato “Donne in attesa. L’Italia delle disparità di genere“.

Anna Giovannoni

Anna Giovannoni, presidente FIDAPA Distretto NordEst, relaziona sulla doppia preferenza di genere nei sistemi elettorali (per saperne di più apri la presentazione). Bisogna sostenere le donne che vogliono entrare in politica perchè tutti i soggetti sociali devono essere coinvolti nella vita politica. Secondo il Global Gender Gap siamo al 54° posto per l’accesso in politica. Purtroppo ancora oggi le donne non votano le donne.
Dice di aver sentito una donna tedesca dire che “la politica è una questione troppo seria per lasciarla in mano agli uomini”. Mi informo e scopro che tutto parte dallo statista francesce Charles De Gaulle che, in realtà, avrebbe detto “La politica è una faccenda troppo seria per essere lasciata ai politici” :)

Susanna Magnabosco

Susanna Magnabosco, AD di Magnabosco Guido srl e socia della Fondazione Bellisario, affronta la Legge 120/2011. Andate a leggere la presentazione, a me ha messo un sorriso di soddisfazione in faccia. Il 12 agosto di quest’anno è da aggiungere alle date importanti per le donne, molte saranno chiamate a ricoprire nuovi e interessanti incarichi. Certo io non sarò una di quelle, ma vi immaginate le teste di più donne meritevoli all’interno dei vertici di 272 società quotate e 2076 società a controllo pubblico che attualmente sono in mano agli uomini? Grandioso! I Consigli di Amministrazione saranno sicuramente migliori con un mix di generi, razze, culture, orientamenti sessuali… la forza nella diversità, lo diceva appunto la Bonino.

Mi scuso con Marialuisa “Isi” Coppola, assessora all’Economia e allo Sviluppo, Ricerca e Innovazione della Regione Veneto, che ha parlato di seguito, ma… ho avuto un gap, nel senso che sono andata nel pallone :) ha detto troppe cose e non sono veramente in grado di riportarle. Ha posto comunque l’evidenza sulle sue battaglie in tanti, forse 30 anni di militanza politica, e sugli sportelli donna chiamati Qui Donna.

A questo punto Emma Bonino deve scappare, ha un aereo da prendere alle 19, quindi le viene data nuovamente la parola per una conclusione. Torna li, sulla diversità che è un valore. Precisa di non essere favorevole alle quote rosa, comunque non le contrasta perchè ritiene che siamo in una situazione talmente patetica che non è il momento di fare la guerra alle quote rosa, si augura solo che sia una necessità transitoria fino a che riusciamo a sfondare il tetto di cristallo. Il merito è la condizione perchè va ricordato che non basta essere donne per essere migliori, cosa che vale anche per gli uomini, non sono migliori solo per il fatto di essere uomini. E’ chiaro che se vogliamo un posto al sole nessuno ce lo cederà, quindi rimbocchiamoci le maniche.
Qualcuna, prima che se ne vada, le chiede se la vedremo al Quirinale.. “perchè mille di questi signori dovrebbero votare una rompiballe come me?” dice e poi, mentre sempre con passo veloce ripercorre il corridoio per andarsene aggiunge, “non mi votate nemmeno voi!“. “Si, noi ti votiamo” risponde più di qualcuna, ma lei sta già correndo via tra gli applausi.

Torniamo all’incontro, sono già passate circa tre ore, il tempo è volato perchè gli argomenti erano interessanti, ma cominciamo a vacillare, almeno io, la mia testa è piena di informazioni da metabolizzare. Ultimo intervento di Milvia Boselli, la “nostra” consigliera con delega alle Politiche della pace e Pari Opportunità che ci ha supportato nella nostra campagna della Cedaw e per qualche nostro spettacolo de I Monologhi della Vagina. Anche lei in politica da decenni. Precisa che la signora Chiodi ha convinto il sindaco Zanonato ad attivare il bilancio di genere per il Comune di Padova, siamo curiose di saperne di più e di vederlo soprattutto. Per quanto riguarda invece la pubblicità, sul territorio padovano quest’inverno erano apparsi dei cartelli di un’agenzia investigativa che metteva dei primi piani di persone di entrambi i sessi, per fortuna, con le facce di maiali. Sono state tolte e poi parzialmente modificate, in effetti sono tornata a vederli per strada, in misura minore, ma mi sembrano uguali ai precedenti.

Conclude Ida Poletto che mi sembra soddisfatta del pomeriggio e che promette un secondo V-day.

Sono ormai le 18.30 quando scendiamo e approfittiamo del generoso aperitivo offerto dal Ritz che conclude l’evento in maniera sfiziosa e anche sazievole (esiste questo termine, sono andata a verificare) perchè tornata a casa non ho toccato altro.. eppure non mi sono impongata, ve lo giuro! Luisa può testimoniare :P

Che bel pomeriggio, peccato per tutti quelli che non c’erano.. per fortuna c’ero io! :)

Ah mi stava sfuggendo, l’ho scritta in un angolino del mio notes! Una di queste magnifiche donne, forse la Bonino, ma non vorrei sbagliarmi, ha citato una frase di Paul Valery, questa: “Il modo migliore per avverare un sogno è quello di svegliarsi“. Ecco, volevo chiudere con questa che mi sembra un buon punto di partenza per tutte noi quando vorremmo che qualcosa si avverasse: svegliamoci!

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