Per una scuola di coscienze e conoscenze a Padova è partito il nuovo progetto doposcuola.

Un alunno che viva l’esperienza frustrante dell’insuccesso scolastico, spesso si disorienta perdendo l’autostima e, contemporaneamente, una visione fiduciosa della realtà in cui è immerso.

Se in risposta alle sue difficoltà non gli viene offerta una prospettiva credibile di recupero, il rischio può essere quello della perdita di progettualità e, conseguentemente, quello di una auto emarginazione che è sempre causa di esperienze negative.

La scuola è da sempre sollecitata ad offrire risposte a questi problemi ma, anche se gli sforzi da essa compiuti portano spesso a positivi risultati, l’aumentata complessità della nostra società introduce continuamente nuove esigenze e sfide che possono vanificare parte degli sforzi compiuti.

La crisi economica diffusa, che toglie alle famiglie risorse preziose per sostenere i propri figli negli studi, peggiora ulteriormente il quadro con la conseguenza che il livello culturale delle nuove generazioni rischia di abbassarsi.

A ciò vanno aggiunte le sollecitazioni che provengono dalla modificazione della nostra composizione sociale in senso multietnico le quali, in assenza di efficaci strategie e adattamenti, potranno rischiare di manifestarsi esclusivamente in senso problematico e potenzialmente conflittuale.

Queste considerazioni hanno portato lo SPI CGIL, l’FLC, l’Associazione L’abC e l’Associazione Lavoro e diritti senza frontiere di Padova ad unire le loro forze per offrire un contributo fattivo al superamento delle difficoltà degli alunni, delle famiglie e delle scuole del territorio, facendo ricorso ad un rinnovato senso di comunità e al patrimonio storico di solidarietà che il nostro ambiente ha spesso manifestato.

E’ nato così il Progetto DOPOSCUOLA che ha ottenuto favorevole accoglienza da parte del Consiglio di quartiere n.5 di Padova che ha dato subito la sua adesione convinta. Il Doposcuola si avvale del contributo gratuito di insegnanti pensionati dello SPI, che si sono dimostrati pronti a rimettersi in gioco. Ci è sembrato bello che una generazione garantita fosse capace di prendersi cura dei più giovani che vedono invece il proprio futuro sempre più incerto.

Anche le scuole del quartiere hanno accolto l’iniziativa con favore e si profila, già dal prossimo anno scolastico, la possibilità di una stretta collaborazione. Così l’11 aprile, in tre belle stanze, messe a disposizione dal Quartiere, al pianterreno di una vecchia fornace, la Carotta, l’avventura è partita con 24 iscrizioni di ragazze e ragazzi delle medie inferiori assegnati singolarmente o in gruppo agli insegnanti sulla base delle materie e delle difficoltà da affrontare.

Contiamo a breve di avere la collaborazione anche di studenti universitari che, in cambio di crediti didattici, metteranno a disposizione le loro competenze per arricchire ulteriormente l’esperienza.

Per tutti noi è una bella sfida che pensiamo valga la pena di vivere all’interno di un rinnovato senso di comunità.

Rosanna Bettella, SPI CGIL, Teresa De Santis, FLC CGIL, Gianni Ballestrin, L’abC, Alessandra Stivali, Lavoro e diritti senza frontiere

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