Dove finiranno questi bambini, se anche l’asilo nido diventa low cost?

Segnalo da Repubblica on-line un interessante articolo sulla preoccupante drastica riduzione di sostegno finanziario ai nidi per l’infanzia. La questione riguarda tutta l’Italia, comprese le regioni dove l’offerta è sempre stata più ricca e qualitativamente elevata, esempio l’Emilia Romagna. Qui è addirittura sceso in piazza il Popolo dei passeggini, una fiaccolata di famiglie con figli piccoli che hanno protestato per tagli e chiusure di servizi per l’infanzia. Nel sito di Repubblica.it-Bologna le foto.

I soldi sono pochi, si taglia su tutto, ma qui si parla anche di tagliare sullo spazio fisico, sui metri a disposizione dei piccoli per correre, rotolarsi, domani magari anche per dormire e mangiare? E non parliamo del tempo da dedicare ai piccoli, più ce ne sono (meno nidi uguale accontentarsi di quel che c’è, se riesci ad accedere poi…) e meno l’educatrice potrà seguirli uno a uno. A questo proposito riporto la conclusione del pezzo di Repubblica: si tratta delle parole di Lorenzo Campioni, pedagogista, collaboratore del “Gruppo nazionale nidi d’infanzia” su quanto sia sufficiente il taglio di qualche ora, un’attenzione in meno, per creare ansia e danni a bimbi così piccoli. “Pensate alla differenza tra il cambiare un bambino in un minuto e mezzo, perché ce ne sono altri 10 a seguire, o cambiarlo in 4 minuti, sorridendo e parlandogli: le sue sensazioni saranno di pace e serenità, invece che di fretta e di stress. Vi sembra poco?”.

E per chi volesse “entrare nello spirito di chi si arrabatta con uno o più bambini a seguito”, sbirciando in rete trovo uno spassoso e un pò amaro articolo di Davide Rondoni, sempre sull’argomento “passeggino come strumenti di rivendicazione pre-politica”. Tutto da leggere.

E a Padova la situazione com’è? Io vivo in provincia, nel più grosso Comune della cintura, che non ha un asilo pubblico. Cosa non piacevole. Mio figlio frequenta il privato ore 8.15 – 16.00, 390 € al mese. Ma so che Padova e il Veneto tutto non si distinguono per abbondanza di servizi alla famiglia. Non dico che non ce ne siano, ma sono sempre in misura inferiore a quel che permetterebbe a una madre di tornare a lavorare con tranquillità, al padre di concedersi qualche ora con i figli, ad una famiglia di non essere strozzata da una spesa mensile che svuota non poco le tasche delle famiglie. A questo proposito il sito del Comune di Padova offre numerose informazioni sulle strutture pubbliche e private, convenzionate e non.

E magari in futuro farò qualche altra ricerca. Oltre ad accogliere ogni segnalazione.

 

Giorgia Dragotto

 

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