Bonus mamma domani, è proprio domani

Siamo orgogliose che sia proprio la “nostra” Silvia a scriverne e quindi non possiamo non condividere con voi il suo articolo con preziose informazioni per tutte le donne che sono diventate mamme quest’anno o lo diventeranno.

ciucciosoldiBonus mamma ai blocchi di partenza. Il contributo da 800 euro per la nascita o l’adozione di un minore potrà, infatti, essere richiesto a partire da giovedì 4 maggio. Introdotto con la legge di Stabilità 2017, il bonus è rimasto finora al palo a causa di ritardi nell’attivazione della procedura telematica necessaria per inoltrare le domande all’Inps. Ecco di cosa si tratta, chi ne può fare richiesta e come.

Cos’è? Il nome completo è “Bonus mamma domani” e si tratta di un beneficio economico che le future mamme possono richiedere nel momento in cui entrano nell’ottavo mese di gravidanza (e quindi alla fine del settimo). Nel caso dei bambini nati dal 1° gennaio 2017 al momento di attivazione del bonus vale invece il momento della nascita. Il giorno dell’adozione o quello di affido sono invece le date a cui devono fare riferimento i genitori che hanno adottato un minore a partire dall’inizio del 2017. Il bonus mamma è un premio “una tantum” e questo significa che viene concesso una sola volta per ogni bimbo nato o adottato/affidato.

A quanto ammonta e come viene erogato? Il bonus è pari a 800 euro e viene erogato direttamente dall’Inps nelle modalità indicate dal richiedente nella domanda che possono essere:

  • bonifico domiciliato;
  • accredito su conto corrente bancario o postale;
  • libretto postale;
  • carta prepagata con Iban.

Attenzione: il mezzo di pagamento prescelto deve essere intestato al richiedente. Nel caso in cui la mamma sia minorenne o incapace di agire, la domanda deve essere presentata dal suo legale rappresentante. Anche in questo caso il mezzo di pagamento prescelto dev’essere comunque intestato all’avente diritto e quindi alla madre.

Chi può richiederlo? Il bonus può essere richiesto da tutte le neo-mamme indipendentemente dalla loro condizione economica o di reddito. Per questo contributo il governo non ha previsto, infatti, alcun limite di reddito. Tuttavia per richiederlo è necessario avere la cittadinanza italiana o comunitaria. Fanno eccezione le future madri che hanno ricevuto lo status di rifugiate politiche e alle quali, per questo motivo, spetta il bonus indipendentemente dalla cittadinanza. Infine possono fare richiesta anche le cittadine non comunitarie in possesso del permesso di soggiorno Ue di lungo periodo, o di una delle carte di soggiorno per familiari di cittadini Ue previste dal D.L. 30/2007.

Quali documenti servono? Per ricevere il bonus è necessario certificare di essere incinta. E per farlo l’Inps ha previsto quattro modi:

  • Presentare allo sportello il certificato originale o una copia autentica. Se non si ha la possibilità di andare fisicamente allo sportello, si può spedire la documentazione tramite raccomandata.
  • Indicare nella domanda anche il numero di protocollo telematico del certificato rilasciato dal medico di base o dalla propria Asl.
  • Se si è già richiesto all’Inps una prestazione o un servizio legati alla gravidanza, non è necessario inviare di nuovo il certificato medico. In questo caso è sufficiente indicare che l’Istituto è già a conoscenza della condizione della donna, facendo riferimento alla prestazione già concessa dall’Inps.
  • Le madri non lavoratrici devono indicare anche il numero identificativo (a 15 cifre) di una prescrizione medica emessa da un medico del Sistema sanitario nazionale (o convenzionato), con indicazione del codice esenzione compreso tra M31 e M42 incluso.

Per quanto riguarda, invece, i bimbi nati a partire dal 1° gennaio, la madre dovrà ricordarsi di indicare nella domanda per il bonus anche il codice fiscale del piccolo.

Le cittadine extracomunitarie dovranno invece certificare di possedere il permesso di soggiorno indicando la tipologia del titolo, il suo numero identificativo, e il nome della questura che lo ha rilasciato.

In caso di adozione/o affidamento bisogna seguire le istruzioni contenute nella circolare Inps 47 del 2012. In sintesi: la mamma che fa richiesta del bonus deve allegare alla domanda anche il provvedimento giudiziario (sentenza definitiva di adozione o provvedimento di affidamento preadottivo ex art. 22, comma 6, della legge 184/1983). In alternativa può limitarsi a inserire nella domanda per il bonus gli elementi (sezione del tribunale, la data di deposito in cancelleria e il relativo numero) che consentano all’Inps di trovare quel provvedimento.

Come presentare la domanda? La domanda per ottenere il Bonus mamma 2017 va presentata all’Inps. Per farlo l’Istituto nazionale di previdenza sociale ha previsto tre modalità diverse:

  • Via Internet, utilizzando i servizi telematici del portale www.inps.it a cui si può avere accesso solo dopo aver richiesto il proprio codice Pin.
  • Telefonando al Contact Center al numero 803164 (gratuito da telefono fisso), oppure al numero 06164164 per le chiamate da cellulare.
  • Tramite i patronati

FONTE Silvia Pasqualotto per Kataweb

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