L’ispettore Callaghan e i commenti sessisti.

 «Con quella voce, come si fa a starla a sentire per quattro anni» (Clint Eastwood su Hillary Clinton)

A me lui piaceva tanto.

Lo ammetto, ero una sua fan sfegatata.

Forse perché da bambina, assieme a mio padre, ho visto tutti i suoi film, dall’ispettore Callaghan ai mitici spaghetti western di Sergio Leone.

Ma da oggi non riuscirò più a considerarlo un mito: Cint Eastwood mi ha delusa profondamente. Lo ammiravo come regista soprattutto; i suoi film facevano riflettere, a volte emozionavano, lasciavano sempre delle domande aperte.

Ora invece l’unica domanda a cui non riesco a dare risposta è: come può’ un uomo che dimostra tanta sensibilità’ culturale scendere a livelli di maschilismo da bancone del bar?

Di politica non me ne intendo, e non è questa la sede per discutere su repubblicani e democratici. Quello che mi delude e mi fa riflettere è nella dichiarazione del regista americano. Mi ferisce il modo sessista con cui critica la candidata democratica: usando espressioni che ci si aspetterebbe da chi una cultura non ce l’ha, da chi non ha i mezzi per affondare altri tipi di critiche su Hillary. Triste e avvilente è che per criticare una donna ci si prenda sempre la libertà di criticarne l’aspetto fisico, la voce, il look, quando invece il terreno di gioco è un altro, la politica in questo caso. E il fatto che tali commenti machisti arrivino proprio da quella che dovrebbe essere l’élite culturale americana, la dice lunga sullo stato di cose del paese.

Caro Clint, non so se andrò’ a vedere il tuo prossimo film.

 

clint vs hillary

 

 

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