Valentina, volontaria in Servizio Civile Nazionale in Kenya

5-Edwin-e-ValentinaSono passati nove mesi da quando iniziai il mio Servizio Civile Nazionale in Kenya con l’AUCI – FOCSIV, in un piccolo villaggio di pescatori della Nyanza, Karungu, che si trova sulle sponde del lago Victoria, il più grande lago dell’Africa su cui si affacciano il Kenya, la Tanzania e l’Uganda. La sede del progetto in cui mi trovo è il St. Camillus Mission Hospital, che da 30 anni si prende cura dei pazienti di questo territorio, e l’orfanotrofio Dala Kiye, che accoglie 60 bambini orfani affetti da HIV/AIDS.

Il Dala Kiye ospita 20 femminucce e 40 maschietti che vivono all’interno di sei cassette a loro dedicate: Twiga (giraffa), Tembo (elefante) per le femminucce e Kiboko (ippopotamo), Tai (aquila), Cheetah (ghepardo), Simba (leone) per i maschietti. Il Dala Kiye è davvero un luogo accogliente dove 60 bambini hanno trovato la forza di lottare contro l’HIV e di continuare a vivere; è un luogo dove i bambini si sentono al sicuro, dove giocano senza pensare ai mali del mondo, dove sono coccolati e viziati dai vari volontari che vanno e vengono dalla missione.

Io lavoro all’interno degli uffici amministrativi del Dala Kiye, dove mi occupo sia delle attività previste dal progetto, ma anche di altre mansioni come il fatto di lavorare nell’ufficio di contabilità o come segretaria personale del Project Director. Insieme ai colleghi assistenti sociali svolgiamo delle lezioni nelle 18 scuole primarie del progetto Dala Kiye – We World (ong italiana), riguardanti l’educazione sessuale, sanitaria, alimentare e la prevenzione all’HIV/AIDS. La scuola in Kenya è suddivisa in primaria e secondaria. La scuola primaria è composta da 8 classi più l’asilo (le nostre scuole materne, scuola elementare e scuola media tutte insieme), mentre la scuola secondaria ha solamente 4 classi (la nostra scuola superiore).

Negli asili delle 18 scuole del progetto del Dala Kiye – We World si insegna ai bambini attraverso il metodo Montessori. Credo fermamente in questa forma d’educazione e per me è stata davvero una sorpresa sapere che in Kenya, o almeno qui a Karungu, questo metodo d’insegnamento venga favorito per i più piccoli. Il metodo Montessori mette al centro il rispetto per la spontaneità del bambino, a renderlo autonomo nei suoi pensieri e nelle sue azioni senza l’intervento autoritario dell’adulto. La Montessori, infatti, afferma che ‘‘il piccolo rivela se stesso solo quando è lasciato libero di esprimersi, non quando viene coartato da qualche schema educativo o da una disciplina puramente esteriore.’’

In questi nove mesi ho davvero appreso molte cose, soprattutto ho scoperto che ho una forte capacità di adattamento al contesto dove mi trovo; basti pensare al fatto che qui nel nostro alloggio non abbiamo l’acqua calda, laviamo i panni a mano e abbiamo l’energia elettrica a generatore solamente alcune ore al giorno. Ho citato la mancanza di acqua calda e della luce perché tutti noi lo abbiamo sperimentato almeno una volta nella vita, è qualcosa di concreto che siamo in grado di capire o forse non tutti. Quello di cui sono sicura è che tutte queste esperienze e vivere a stretto contatto con realtà completamente diverse ti fa mettere in discussione ogni singolo aspetto della tua vita e primo fra tutti la tua scala delle priorità.

Questa esperienza in Servizio Civile Nazionale in Kenya mi ha davvero segnata positivamente, ho cambiato molto il mio carattere e il mio modo di essere e di approcciarmi alla gente, alla nuova cultura, ho imparato due nuove lingue il Luo e lo Swhahili, ho imparato a confrontarmi ogni giorno con nuove difficoltà e a superarle grazie anche alla collaborazione con i miei colleghi e alle nuove amicizie, ma soprattutto grazie ai bambini.

Mancano solamente due mesi prima di lasciare Karungu e i miei bimbi, e sto vivendo al massimo questo ultimo periodo, vorrei ricordare ogni singolo momento trascorso con loro, con i miei colleghi e con i miei amici. Ma sono pronta per la mia nuova sfida in Spagna.

Consiglio a tutti i ragazzi tra i 18 e i 28 anni di età di svolgere una esperienza di volontariato, sia il Servizio di Volontariato Europeo (SVE) e il Servizio Civile Nazionale all’Estero o in Italia perché ti cambia la vita dal punto di vista personale e professionale, è una spinta in più per uscire fuori dal “mucchio” e ti aprirà le porte del Mondo.

Se rifarei una esperienza del genere? Certamente si. Ho scelto di seguire la mia strada e di studiare Diritti Umani perché non posso stare con le mani in mano mentre il Mondo si scontra contro se stesso. Sarò una utopica, ma fortunatamente ci sono tante persone come me e come disse Madre Teresa di Calcutta “Quello che noi facciamo è solamente una goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia in meno”.

Per l’animo avventuroso di una donna o di un uomo non esiste nulla di più devastante di un futuro certo. Il vero nucleo dello spirito vitale di una persona è la passione per l’avventura. La gioia di vivere deriva dall’incontro con nuove esperienze e, quindi, non esiste gioia più grande dell’avere un orizzonte in constante cambiamento, del trovarsi ogni giorno sotto un sole nuovo e diverso. Non dobbiamo che trovare il coraggio di rivoltarci contro lo stile di vita abituale e buttarci in un’esistenza non convenzionale.  – Christopher McCancdless

Valentina Pitton

 

Per avere informazioni sulla missione St. Camillus – Ospedale e Dala Kiye – visitate il sito internet www.karungu.net.

Potete sostenere la missione St. Camillus versando una donazione su C.C.P. 41914243 – Fondazione per Promozione Umana e la Salute PRO.SA – onlus, via Lepetit, 4 20124 Milano
Oppure: C.C.B. Banca Unicredit IBAN: IT68J 02008 01600 000102346939 – Indicare come causale: Orfani Karungu o Ospedale Karungu.

Valentina Pitton residente a Codroipo, 28 anni, laureata in Scienze Politiche – Istituzioni e Politiche dei Diritti Umani e della Pace presso l’Università degli Studi di Padova. Grazie al nonno Giuseppe Magaraci e alla nonna Barbara Honauer incalliti viaggiatori, lui avvocato e insieme alla moglie insegnanti di tedesco all’Itt di Lignano Sabbiadoro, Valentina è stata “contagiata” fin da piccola dal Wanderlust (desiderio di viaggiare, di fare nuove esperienze, vedere nuovi posti) e si è da sempre dedicata alla difesa dei Diritti Umani. Durante l’università ha collaborato con il giornale online PadovaDonne, e ha lavorato a Padova come dialogatriceFacetoFace per l’UNHCR. Ha svolto il tirocinio universitario in Kenya nelle baraccopoli di Nairobi con la ong Karibu Afrika dove ha visto l’Africa vera con i suoi occhi: Kibera, Mathare, Kayole. Finita l’Università ha svolto il Servizio di Volontariato Europeo a Manzanares in Spagna, presso la casa di accoglienza Basida con persone affette da HIV/AIDS dove si occupava della routine quotidiana di 6 persone non autosufficienti. Grazie al CISV di Gorizia ha accompagnato in qualità di tutor 4 bambini in Svezia nel “village” dove hanno interagito con altri bambini e tutor di 12 nazioni diverse svolgendo attività ricreative ed educative per un mese intero. Attualmente si trova a Karungu – Kenya svolgendo il Servizio Civile Nazionale presso l’orfanotrofio St. Camillus Mission – Dala Kiye che accoglie 60 bambini orfani affetti da HIV/AIDS. Da ottobre frequenterà il master in Acciòn Solidaria Internacional y de Inclusiòn Social presso l’Università Carlo III di Madrid – Spagna.

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