Sara, arsa viva, nessuno l’ha aiutata: è il momento di riflettere

images-2Roma, quartiere della Magliana, Sara Pierantonio viene bruciata viva dal suo ex fidanzato. Era notte fonda, ha chiesto aiuto, ma nessuno si è fermato.

Quando ho letto la notizia nel web, mi sono chiesta in che paese viviamo, che fa di noi esseri così insensibili da non sentire il bisogno di soccorrere chi ci implora aiuto?

Non è solo Vincenzo, ossessionato dalla gelosia, il responsabile di quest’atroce femminicidio, ma anche l’indifferenza, la paura, l’egoismo o la semplice noia dei tanti che sono passati di lì quella notte.

Penso che sia importante in questi casi, non solo capire perché una donna è morta arsa viva per mano di un uomo che dice di amarla, che di appiccare il fuoco alle donne sembra uno sport recente, ma anche comprendere le ragioni di chi, ha visto e non se l’è sentita neppure di chiamare la polizia.

Certo, tutti avremmo paura di notte in un quartiere come quello della Magliana, ma non è la paura il motivo per cui spesso si preferisce tirare diritto e non prestare ascolto, non guardare, non vedere, delitti grandi e piccoli, spesso è l’indifferenza che ci rende complici.

Perché ci sono tanti modi di fare del male, uno di questi è lasciare che accada senza fare niente, senza porsi nessuna domanda.

Se ci pensiamo bene, l’indifferenza non riguarda solo chi è passato quella notte e non ha aiutato quella povera ragazza, riguarda un po’ tutti noi che oramai siamo abituati a vivere nella mancanza  di solidarietà, di compassione e di empatia.

Perché è facile indignarsi, alzare la voce, scrivere fiumi di parole e non fare altro. Ma ci vuole tempo, per pensare, per capire e ricominciare dai significati delle parole che si scrivono ed applicarli quindi al nostro presente.

Mai come in questo caso, un femminicidio dovrebbe far capire che non sono solo le leggi, i provvedimenti della polizia, l’informazione dei media a far cambiare le cose, ma la riflessione su se stessi che ognuno di noi è chiamato fare. L’impegno nel ricostruire le varie identità sociali nell’armonia dei rispettivi diritti, coniugandole con i valori sociali non imposti, ma coltivati da politiche attente,  potranno avere la meglio su tanta banalità del male.

 

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