Mobina, in lotta a ‘Mani aperte’ per i diritti delle donne afghane
di Claudia Bruno – 15 Febbraio 2012

Mobina, direttrice di Rabia Balkhi Radio, impegnata nella lotta alle ingiustizie e per i diritti delle donne afgane
Chi è Mobina? Mobina Sai Khairandish è una donna afgana di 30 anni che da otto dirige la Rabia Balkhi Radio (RBR), una delle prime stazioni radiofoniche indipendenti istituite in Afghanistan dopo la caduta del regime talebano, “la più seguita in tutta la regione nord orientale del paese” spiega.
La radio prende il nome dalla poetessa afgana Rabia Balkhi, vissuta intorno al 940 d.C., che fu barbaramente uccisa dal fratello. Proprio la figura femminile della letteratura persiana che dà nome alla radio incarna l’immagine dei diritti violati delle donne – di quelle afghane in questo caso – diritti che Mobina ha deciso di riportare all’attenzione pubblica in questi anni, con la sua trasmissione Mani Aperte, un programma di quaranta minuti che ogni giorno raggiunge 300.000 persone, per la maggioranza donne.
“Frequentavo la scuola nella provincia di Balkh, e vedevo continuamente ingiustizie e violenze contro le donne. Ricordo di aver iniziato a provare tanta rabbia e indignazione. Mi chiedevo perché nessuno si attivasse per cambiare le cose. In quel momento è nata l’idea di realizzare un programma radiofonico per aiutare le mie connazionali a cambiare le proprie condizioni di vita” così Mobina spiega la nascita del programma radiofonico che conduce. “L’Afghanistan ha vissuto tre decenni di guerra civile. E come sapete non è ancora finita. L’analfabetismo è la regola. Soprattutto per le donne. Volevo raggiungere e parlare al maggior numero possibile di afghane. Per questo motivo l’idea della radio mi sembrava la più indicata” spiega ancora.
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