Se Nido dev’essere che sia il più possibile simile a Casa: la proposta del “Nido in Famiglia”.

Chi non vorrebbe che la propria bambina o bambino vivesse l’uscita da casa e l’ingresso in un nido, lasciato alla cura di altri che non siano i familiari, nella maniera più “dolce” possibile? Una delle soluzioni più efficaci, per bambini tra 0 e 3 anni, è probabilmente la proposta del Nido in Famiglia. Si tratta di un servizio promosso dalla Regione Veneto – Direzione Servizi Sociali, Servizio Famiglia – con specifica funzione educativa, di cura e socializzazione, come per ogni nido pubblico o privato. Un’abitazione privata, adatta per dimensioni ed adattata per allestimenti e sicurezza, diventa la sede di un vero e proprio spazio educativo certificato, per ospitare il gioco, il momento del pranzo e del riposo, per un massimo di 6 bambini. Operatori qualificati, coordinati da un Organizzatore territoriale (che può gestire il lavoro anche di più nidi sul territorio circostante) accudiscono i bambini facendoli giocare, organizzando laboratori, facendo movimento e socializzando con gli altri piccoli ospiti. Il valore aggiunto è quello del sentirsi un po’ più “a casa”.

Ma i vantaggi non finiscono qui. Infatti, se il bambino e la famiglia possono godere di un’offerta personalizzata e di una notevole flessibilità d’orario, che dire di donne e uomini che diventando collaboratori educativi potrebbero riuscire a conciliare la cura per la famiglia e per la casa con il proprio lavoro? Corsi qualificanti gestiti dalla Regione Veneto permettono di accedere a questa opportunità, ancora tutta da sviluppare sul territorio padovano.

Ad oggi, Padova offre cinque possibilità per i genitori e per i loro piccoli: lo Scacciapensieri, in zona centro (via del Santo), Orti Violetta, in zona Sorio (via Tito Speri), lo Stregatto, in zona Pontevigodarzere (via Guanella ), la Casetta, in zona Chiesanuova (via Boscovich) e Piccini Picciò in zona Madonna Pellegrina – Santa Croce. A questo proposito abbiamo fatto qualche domanda a Elena Fogliata collaboratrice educativa, pioniera, a Padova, assieme ad altre quattro colleghe, dell’apertura di un Nido di Famiglia, lo Scacciapensieri,  per capire come e perché si decide di aprire una simile attività e quale è la reazione delle famiglie.

Elena, quando hai pensato di avviare una simile attività e per quale ragione? Innanzitutto direi che la prima connessione tra me e il nido in famiglia è la mia formazione professionale: sono laureata in psicologia clinica ed ho accumulato esperienze lavorative nell’ambito dell’infanzia nel corso degli anni. A questo si è aggiunto nel tempo il desiderio di poter lavorare da libera professionista, in modo indipendente e di poter aprire un servizio per i piccoli utilizzando gli ampi spazi che la mia casa offre. L’ambito del sociale è sempre stato di mio interesse, coi piccoli ho avuto modo di lavorare anche in ambito socio-sanitario, vista la mia attività di volontariato in Croce Rossa, come infermiera volontaria e soccorso Suem (Servizio Urgenze ed Emergenze Mediche).

In generale, il nido in famiglia come progetto ha rappresentato una duplice risposta per noi, sia per la possibilità di avere un lavoro regolare e qualificato, che per quella di potere dare un contributo alla città in cui viviamo: riteniamo che le famiglie, e le donne in particolare, hanno il diritto di poter trovare un posto al nido per i loro figli e di poter così riprendere il loro lavoro in serenità, terminata la maternità. E noi vogliamo essere la risposta a questo diritto.

Quale servizio offrite, come nidi in famiglia? Noi cinque Nidi in Famiglia del Comune di Padova rappresentiamo un’opportunità, minuscole gocce in un mare molto più grosso, ma ci siamo e abbiamo l’ambizione di voler rispondere a quelle mamme e papà che avessero bisogno di un posto per i loro bambini. La preparazione data dalla Regione Veneto, le nostre qualifiche ed esperienze personali, la supervisione da parte del progetto a garanzia del rispetto delle normative e degli standard di sicurezza dei nostri nidi, il lavoro di squadra e l’amore per i piccoli sono le nostre carte vincenti. Per non parlare delle peculiarità offerte dal progetto: altri bambini della famiglia con cui giocare, il giardino interno per poter uscire tutti i giorni, il parco attrezzato di giochi a pochi metri da casa e magari qualche animale domestico per imparare divertendosi!! Stiamo lavorando, inoltre, in coordinamento, per creare una rete di servizi e riferimenti che appoggino e promuovano il progetto: abbiamo incontrato il cortese e sollecito appoggio del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Padova, l’appoggio di numerosi e molto disponibili pediatri sia pubblici che privati, ci siamo fatti conoscere in molti degli ambulatori e consultori del Comune, nonché in alcune palestre e piscine che organizzano corsi pre e post parto o neonatali. E a breve compariremo sul sito Padovanet del Comune di Padova tra i servizi per l’infanzia… ma tanti altri enti verranno ancora contattati!

Quali sono i principali vantaggi per il bambino e per la famiglia? Sono numerosi e di varia natura, ad esempio la possibilità di avere bimbi di una fascia di anni ristretta (0-3), ma allo stesso tempo differenziata per esigenze e fasi di sviluppo, consente di poter lavorare – proprio come all’interno di una famiglia tra fratellini – sull’autonomia e sulla collaborazione coi più piccoli o coi più grandi, aiutandosi e rispettandosi. Il fatto che l’operatore sia sempre lo stesso e non vi sia un turnover di operatori consente una relazione adulto-educatore e bambino forte, unica e dedicata: con solo 6 bambini la personalizzazione della relazione è garantita e essenziale. Dal punto di vista sanitario è certo che le malattie in questo tipo di nido siano più controllate e ridotte al minimo (visto il numero esiguo di ospiti). Inoltre, il servizio riesce a essere realmente personalizzato, non solo per i bimbi, ma anche per i genitori! In qualità di collaboratori educativi siamo preparati a collaborare nell’educazione dei bambini supportando e interagendo con la famiglia.

Credi che potrebbe essere utile ampliare l’offerta sul territorio padovano e della provincia? La provincia abbonda di altri nidi in famiglia, che spesso trovano più risposta di quelli vicini alla città, forse proprio perché le realtà lì sono più ristrette e forse il fatto che le persone si conoscano e frequentino le rende meno dubbiose nei confronti di questa opportunità, un po’ più “personalizzata”. Quello per cui stiamo lavorando come coordinamento di cinque nidi è l’affermazione e la legittimazione in termini di qualità e garanzia sul territorio dei nidi. Attualmente copriamo alcune zone del territorio del Comune e riteniamo la nostra presenza sia sufficiente. È auspicabile che in futuro l’offerta di nuovi nidi anticipi le necessità delle famiglie, evitando al tempo stesso un sovraffollamento di strutture in zone troppo vicine tra loro.

Per avere informazioni rispetto ai Nidi in Famiglia in Veneto attivi è possibile visitare la sezione Servizi attivi nella sezione Nido in Famiglia, nel sito Venetoperlafamiglia.

I costi: la retta è calcolata sulla base della quantità di ore di frequenza e comprende: assicurazione, pannolini e tutti i pasti. La Regione versa alle famiglie un contributo economico per sostenere nella spesa, sempre commisurato alle ore di frequenza e indipendente dal reddito. Le iscrizioni sono aperte tutto l’anno.

 

Giorgia Dragotto

3 thoughts on “Se Nido dev’essere che sia il più possibile simile a Casa: la proposta del “Nido in Famiglia”.

  1. È un’ottima iniziativa. La conosco e so che può funzionare molto bene. Io vivo in Francia e qui esiste, per quanto ne so io, da almeno 14 anni. Se sufficientemente diffuso sarebbe un ottimo modo per sopperire alla carenza di asili nido offrendo alle donne quell’aiuto di cui necessitano per aumentare l’occupazione femminile tra le donne con figli. E’ proprio così che si dovrebbe fare in tutti i campi: accompagare le richieste di realizzazioni pubbliche con iniziative creative private. E’ il miglior modo di lavorare veramente per il ‘bene comune’. Quello in cui il proprio interesse si lega strettamente a quello di tutti gli altri. Perché è interesse di tutta la nazione che l’occupazione femminile cresca.

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