Written by Redazione on 20 luglio 2010
Egregio Dr. Calderone,
come presidente della Cauldron Holding è proprio sicuro che il suo prodotto non potesse essere meglio narrato con un altro tipo di pubblicità?
Quando gli elementi visivi e testuali contenuti in una pubblicità veicolano una carica svilente dell’immagine della donna, DonneInQuota si appella agli enunciati dell’ Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria, per ottenerne la rimozione.
D’altra parte, un’agenzia di pubblicità come quella che ha studiato la comunicazione in oggetto, disattende più di un articolo del Codice di Autodisciplina Pubblicitaria:
- art.1 Lealtà della comunicazione commerciale
- art. 2 Comunicazione commerciale ingannevole
- art. 9 Violenza, volgarità e indecenza
- art. 10 Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona
- art. 11 Bambini e adolescenti
Ricordiamo inoltre che essendo un’affissione stradale, non selezionabile dunque dal consumatore, é rivolta anche a bambini e adolescenti e sappiamo tutti che essi non hanno gli stessi strumenti critici o di decodificazione del messaggio degli adulti o l’esperienza di cogliere metafore che troppo spesso vengono definite ironiche dagli autori.
Come possiamo pensare che possano crescere, maschi e femmine, da pari e costruirsi una identità di genere pari se la donna non viene riconosciuta come interlocutrice, possibile acquirente ma solo come merce di scambio?. Dove sono i modelli di autorevolezza che le giovani generazioni devono avere e a cui fare riferimento?
DonneInQuota ritiene che qualsiasi comunicazione svilente della dignità delle donne rappresenti una violenza morale, che può incentivare comportamenti fisicamente violenti. Facciamo riferimento a questo proposito Risoluzione Europea del 3 settembre 2008 sugli stereotipi di genere e le Pari Opportunità e alle recenti parole del Presidente della Repubblica Napolitano:
“Uno stile di comunicazione che offende le donne “nei media, nelle pubblicità, nel dibattito pubblico può offrire un contesto favorevole dove attecchiscono molestie sessuali, verbali e fisiche, se non veri e propri atti di violenza anche da parte di giovanissimi . Non intendo entrare nel merito degli strumenti pratici da voi proposti, ma è certamente importante che si ponga un argine a questo dilagare della tendenza alla sottovalutazione o all’aperto disprezzo della dignità femminile, educando fin dall’infanzia i giovani al rispetto delle donne, le ragazze a pretenderlo e ancor di più i ragazzi a esprimerlo”(Fonte Ansa, 15/04/2010).”
Qualsiasi comunicazione che associ l’immagine della donna a un “servizio” a pagamento o gratuito ci offende e con noi tutte le donne costrette nel ruolo di spettatrici passive, e offende anche gli uomini intelligenti (considerati in questo caso al pari di bestioni da monta).
Non è la presenza delle modelle più o meno nude, a determinare di per sé una lesione alla persona e alla sua dignità, ma l’uso del loro corpo e il senso della posa e dell’atteggiamento, ammiccanti ed evidentemente allusivi a una disponibilità sul piano sessuale.
Chiediamo quindi:
- alla Cauldron Holding di ritirare immediatamente la pubblicità
- all’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria di esprimersi in merito
- alla Ministra per le Pari Opportunità di prendere finalmente posizione di fronte ai continui “attacchi” alla dignità della donna da parte dei media in generale e della pubblicità in particolare
- alla Presidente del Women’s Rights and Gender Equality del Parlamento Europeo, Mrs. Eva-Britt Svensson di esprimersi in merito, ribadendo la stretta connessione tra la sovra- esposizione del corpo femminile nei media e il femminicidio, prima causa di morte tra le donne
- a tutte le Istituzioni e alle Associazioni dei consumatori affinché tutelino i diritti delle cittadine, delle consumatrici, delle lavoratrici oggi così necessarie per la crescita di tutta la società
- al Sindaco di Milazzo, al Presidente della Giunta Provinciale, ai vari assessori, alla Presidentessa della Commissione Pari Opportunità della Provincia di Messina, al Presidente della regione Sicilia e ad altri ancora per chiedere loro se è questa l’immagine della Sicilia che vogliono dare, quella di una regione fortemente maschilista e retrograda
Fiduciose in un pronto intervento restiamo in attesa di riscontro e porgiamo cordiali saluti
Associazione Donne in Quota
Lettera inviata all’azienda ed a tante altri enti contro la pubblicità sessista etc, visibili qui
Spett. Associazione donne in quota
La presente per rispondere alla Vs comunicazione in merito alla campagna pubblicitaria “scandalo” da voi sotto riportata e rassicurarVi del fatto che i cartelli saranno sostituiti in giornata. Mi scuso personalmente per il movimento creato dal messaggio, definito da alcuni dei Vs collaboratori indecoroso e sessista, di certo non era una campagna creata per fare scalpore, se pur vero che contenesse un messaggio forte, non si discosta tanto dalle migliaia di campagne pubblicitarie propinateci giornalmente da aziende di lingerie o dai media che trasmettono su canali frequentati da bambini messaggi e immagini hot in orari pomeridiani, ma soprattutto essendo un imprenditore che ha avuto la fortuna di operare su territori diversi, Milano, Firenze, Roma, dove la comunicazione è piena di messaggi sarcastici e coadiuvanti dove una campagna come quella proposta dalla nostra azienda sembrerebbe un messaggio innocente e simpatico e di sicuro stimolo, non mi sarei mai aspettato un riscontro di immagine negativa in questo senso, in una città che si ritiene tanto aperta dove basta fare una passeggiata sul percorso pedonale per vedere donne uomini che di sicuro trasmettono molto meglio la parola ” osceno ” nei movimenti abbigliamento ecc… e mi chiedo: anche in quel caso dovremmo tenere i ns bimbi in casa? non vuole essere una polemica nè un mezzo di giustificazione, quindi la risposta alla vostra domanda cioè se il prodotto trattato dalla mia azienda poteva essere meglio narrato ovviamente rispondo credo di si.. viste le critiche mosse in questo senso, ovviamente ci tengo a sottolineare che abbiamo ricevuto tantissime telefonate e mail di richieste sul nostro prodotto nonché complimenti per la campagna pubblicitaria e questo anche da donne che sicuramente non si sono sentite offese o disturbate, è importante capire che ne io ne la mia società abbiamo intenzione di far crescere messaggi e o atteggiamenti svilenti per la donna o per l’umanità in genere, all’incontrario appoggiamo in questo senso la crescita di una società consapevole e razionale che non proponga atteggiamenti negativi come esempio per i nostri figli.
Di conseguenza chiedo scusa a nome mio e della Cauldron se il messaggio lanciato dalla società di comunicazione al quale ci siamo rivolti lede in qualche modo lo spirito sopra descritto, aggiusteremo senzaltro il tiro riguardando più e più volte le campagne proposte dalle agenzie di comunicazione, allo stesso modo mi ritengo però danneggiato da componenti di alcune associazione a cui voi fate riferimento che a differenza della Vs comunicazione che ci è pervenuta e avete lanciato nei vari organi competenti ma con grande onestà e spirito di riflessione hanno optato per insulti e ingiurie senza neanche riflettere sul percorso della mia azienda che rappresenta senz’altro un grande esempio di valorizzazione di imprenditoria giovanile in Italia e che crea decine di posti di lavoro in loco, e soprattutto senza riflettere sul fatto che da 6 anni a questa parte che operiamo sul territorio mai una delle nostre campagne, gesti o azioni era stata sottoposta a critiche di qualsiasi natura, questo dimostra la nostra buona fede, è sarebbe senzaltro più giusto il dialogo piuttosto che l’aggressione.
Detto questo Vi ringrazio per il vostro appunto e spero che comprendiate la buona fede con il quale si è svolta la campagna.
Calderone Federico
Posted in Contro ogni pubblicità sessista | 4 Comments »
io sono con l’imprenditore.
moralisti. vi meritate l’Eni, il Mulino Bianco, che con le loro campagne rassicuranti, ogni giorno vi uccidono lentamente, avvelenando l’aria che respirate, il cibo che ingerite, il mondo in cui vivete, oltre a prendervi clamorosamente in giro, facendosi passare per benefattori dell’umanità.
ma nessuno di voi si permette di alzare il ditino contro costoro, perchè sono multinazionali ricche e potenti, e preferite scagliarvi contro un’azienda che con il fotovoltaico, invece di distruggere il pianeta, contribuisce al (disperato) tentativo di salvarlo.
voi proni, non la signora in foto!
cerco anche io nel mio piccolo di salvare il pianeta, ma non mi sogno di usare metodi che per attirare l’attenzione degli uomini (nell’immaginario comune detentori del potere decisionale e del portafogli) che comprendano immagini di quel tipo offendendo la nostra sensibilità e intelligenza.
per quanto mulino bianco sia come lei lo descrive non ho mai visto una sua pubblicità che usa il corpo della donna per attirare consumatori.
non credo si debba ricorrere a questi metodi… nemmeno se ‘a fin di bene’ come il fotovoltaico, che comunque ingrassa il venditore.
e poi.. cosa insegniamo ai nostri figli?
forse il signor calderone non si rende conto -o finge ipocritamente di non rendersi conto- che se basta (cito testuali sue parole) “fare una passeggiata sul percorso pedonale per vedere donne uomini che di sicuro trasmettono molto meglio la parola osceno nei movimenti abbigliamento ecc…” , la colpa è proprio di persone prive di rispetto come lui che, con le loro campagne, contribuiscono a spingere verso il basso il livello di degrado e volgarità della nostra società e, peggio, decidono consapevolmente di avallare e diffondere questa volgarità fino a farla passare come una cosa normale. Di tutto questo una persona intelligente e soprattutto in buona fede si deve rendere conto.
A questo punto la domanda è: il signor calderone è una persona intelligente e/o in buona fede? Le sue pseudo-scuse sembrano dare parziale risposta a questa domanda.
un ultimo chiarimento: essere di mentalità aperta è ben altra cosa dall’essere volgari, politicamente scorretti e senza rispetto.